Ciclismo, Pozzovivo pedala in doppia fila con Ulissi: multa e polemiche

Mg Milano 28/05/2017 - Giro D'Italia 2017 / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Domenico Pozzovivo
A poco meno di due mesi dalla notizia del ritiro, coinciso con il Giro di Lombardia 2024, vinto tanto per cambiare da Tadej Pogacar, Domenico Pozzovivo fa ancora parlare di sé e non per quel colpo di scena nel quale forse qualche appassionato ancora confidava. Nessun ripensamento sulla decisione di appendere la bici al chiodo, almeno quella da gara, perché sul mezzo più amato il lucano va ancora con piacere per mantenersi in forma e per condividere un allenamento con chi come Diego Ulissi è ancora un professionista. Possibilmente senza incappare in disavventure come quella di domenica mattina.
Cosa è successo a Pozzovivo e Ulissi
I due pedalavano su un tratto tra Colico e Gravedona prima di imbattersi in una pattuglia dei carabinieri, che ha poi intimato loro di recarsi al più vicino Comando: colpa del comportamento del lucano, che componeva insieme al toscano una doppia fila viaggiando sul lato sinistro della strada. “Sembrava che ci stessero scortando per verificare che io continuassi imperterrito a occupare in quel modo la carreggiata”. E così è stato, a giudicare dall’epilogo: per la coppia una tappa, stavolta non di quelle consuete vissute in gara, al Comando dei carabinieri prima che a Pozzovivo fosse inflitta una multa di 18,50 euro. Una somma irrisoria che non spaventa il classe ’82, che ai microfoni di TuttoBiciWeb ha spiegato (dividendo la platea) le sue motivazioni.
Le motivazioni di Pozzovivo
“Il problema non è la multa. Come ho spiegato ai carabinieri, i ciclisti vengono spesso sfiorati dalle auto in transito e per questa ragione finché andrò in bici preferisco farlo affiancato a chi mi accompagna. In questo modo creo più ‘massa’ e mi rendo più visibile”. Poi la giustificazione, anche in questo caso destinata a non accontentare tutti, tra appassionati e addetti ai lavori che combattono ogni giorno in strada contro le ire e i pregiudizi degli automobilisti proprio a causa di presunti comportamenti impropri dei ciclisti. “Sono già stato investito varie volte e, appunto per questo motivo, ribadisco che continuerò ad andare in bici in questo modo. In Italia la doppia fila per i ciclisti è vietata, mentre in altri Paesi, come il Regno Unito, non lo è e penso che anche qui la legge debba essere cambiata. Alla luce di quanto mi è già successo, preferisco pagare una multa che finire di nuovo sotto una macchina”.
Il precedente del 2019
In effetti, tra gare e allenamenti, Pozzovivo è finito tante, troppe volte sull’asfalto, al punto da aver visto i risultati della propria carriera seriamente minati dai tanti incidenti. Tra i peggiori è impossibile non menzionare quello occorso ad agosto 2019, quando nel pieno della preparazione per la Vuelta il lucano fu investito nel cosentino da un’auto che aveva invaso la sua corsia di marcia. Il bollettino medico fu tremendo, nel segno di fratture a un braccio in più parti, a una gamba, a una mano e a diverse costole, oltre a pneumotorace e versamento epatico. Proprio l’arto, la zona più compromessa, aveva visto Pozzovivo sottoporsi a ben 8 interventi per scongiurare il rischio di dover inserire una protesi.
