27 Agosto 2026
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Coppa del Mondo di sci, Murisier vince la discesa libera di Beaver Creek

Paris, sci alpino Kitzbuhel

La discesa libera maschile di Beaver Creek premia lo svizzero che non ti aspetti: Justin Murisier e il suo tempo di 1:40.04 valgono il successo per appena 20 centesimi su Marco Odermatt, con lo sloveno Miha Hrobat a chiudere il podio con un ritardo di 35 centesimi dal migliore. Alla festa elvetica fa da contraltare la delusione dell’Italia, che confida nelle discipline veloci per rilanciarsi in Coppa del Mondo: il miglior azzurro è invece Dominik Paris, 19esimo, mentre Florian Schieder è 23esimo. Seguono poi via via i vari Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Benjamin Jacques Alliod, Christof Innerhofer e Pietro Zazzi, rispettivamente 26esimo, 27esimo, 31esimo, 49esimo e 55esimo.

Paura per Boisset

Non sono mancati i momenti di paura quando Arnaud Boisset è caduto e ha perso i sensi: lo svizzero ha sbattuto la testa su una pista soprannominata ‘il pendio del rapace’ per la sua pericolosità ed è rimasto inizialmente a terra immobile, facendo temere il peggio, prima di ristabilirsi all’arrivo dei soccorritori. In Colorado si tira un gran sospiro di sollievo, ma ovviamente l’elvetico resta in ospedale sotto osservazione per tutti i controlli del caso.

Le dichiarazioni di Paris

Come spesso successo negli ultimi anni, tocca a Paris il compito di tenere alti i colori dell’Italia: alti, sì, ma non altissimi come auspicato, quando a fatica si chiude nella top 20. L’azzurro prova però a darsi delle spiegazioni (ma poche giustificazioni) su quanto accaduto in una gara che ha regalato diverse sorprese. “La pista era in buone condizioni, anche se c’erano un po’ di tagli, ma tutto ciò è normale. Sono io che purtroppo non sono riuscito a sciare come volevo. E’ difficile fare un’analisi, perché mi verrebbe da dire che ho sbagliato veramente troppo. Dovrò riguardarmi al video e fare meglio domani. Quel che posso dire è che forse chi è sceso prima ha trovato il tracciato più liscio e pulito. Quando la pista è segnata si perde un po’ di tempo. Proverò però a riscattarmi nel super-g”.

Frattura del perone per Bosca

Ciò che dice Paris, al via con il 13, in realtà un po’ stride con i pettorali altissimi che, a sorpresa, sono finiti in zona punti: il canadese Brodie Seger, partito con il numero 49, ha chiuso addirittura decimo, seguito dal 54 del ceco Jan Zabystran. Al di là delle valutazioni, la spedizione maschile a Beaver Creek, almeno in questa prima parte, non era cominciata con il piede giusto a partire dalla discesa di prova: Guglielmo Bosca era caduto, rimediando una frattura del perone che riduce ulteriormente le unità a disposizione per questa Coppa del Mondo finora priva di acuti e di fortuna.

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