Mondiali 2026, il Brasile la spunta al 95′: eliminate Germania e Olanda!
Il Brasile fatica moltissimo contro il Giappone, imponendosi in rimonta con la rete decisiva di Martinelli al minuto 95. Invece vengono eliminate Germania e Olanda, per mano di Paraguay e Marocco

Il Brasile stacca il pass per gli ottavi di finale del Mondiale 2026, ma per riuscirci deve sudare più del previsto. All’NRG Stadium di Houston, la Seleção di Carlo Ancelotti supera il Giappone per 2-1 al termine di una partita intensa, decisa da una rimonta nella ripresa dopo un primo tempo giocato sottotono. Nelle altre due sfide dei sedicesimi, fanno rumore le eliminazioni di Germania e Olanda, andando ko ai rigori rispettivamente contro Paraguay e Marocco.
Giappone avanti 1-0 all’intervallo
L’avvio di gara è sorprendente. Il Giappone non si limita a difendere, ma affronta il Brasile con coraggio, pressando alto e ripartendo con grande velocità. La squadra di Hajime Moriyasu trova il meritato vantaggio al 29′, quando Kaishu Sano si inserisce perfettamente e batte Alisson, gelando i tifosi brasiliani. La Seleção accusa il colpo e fatica a trovare spazi contro una formazione giapponese compatta e molto organizzata, chiudendo il primo tempo sotto di un gol e tra qualche fischio dagli spalti.
Secondo tempo, la rimonta del Brasile
Negli spogliatoi, però, Ancelotti cambia volto alla sua squadra, inserendo Endrick per Paquetà. Il Brasile rientra in campo con un atteggiamento completamente diverso, aumenta il ritmo del possesso e costringe il Giappone ad abbassarsi sempre di più. La pressione verdeoro cresce minuto dopo minuto fino a produrre il pareggio, arrivato grazie alla qualità dei suoi uomini migliori. Il gol dell’1-1 siglato da Casemiro riaccende la fiducia della Seleção e cambia definitivamente l’inerzia dell’incontro, con i nipponici che iniziano a perdere lucidità dopo un’ora giocata a ritmi altissimi.
Nel finale emerge tutta la differenza di esperienza tra le due nazionali. Il Brasile continua ad attaccare con convinzione, sfruttando l’ampiezza del campo e le accelerazioni dei propri esterni. A pochi minuti dal termine arriva il gol della rimonta, grazie a Martinelli sull’assist di Bruno Guimaraes. Il 2-1 premia la maggiore qualità della squadra di Ancelotti, ma rende anche merito a un Giappone che, soprattutto nella prima frazione, ha messo seriamente in difficoltà una delle favorite per il titolo.
Per il Brasile è un successo che vale molto più della qualificazione. La capacità di reagire allo svantaggio, senza perdere equilibrio e continuando a credere nel proprio gioco, rappresenta un segnale importante in vista delle sfide che attendono la Seleção nella fase a eliminazione diretta. Il Giappone saluta invece il torneo a testa alta, dopo aver disputato una partita coraggiosa e aver sfiorato l’impresa contro una delle nazionali più forti del panorama mondiale.
Germania-Paraguay 1-1 (3-4 d.c.r.)
Clamoroso a Foxborough, dove il Paraguay firma una delle più grandi sorprese del Mondiale 2026 eliminando la Germania ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato nei 120 minuti di gioco. La nazionale sudamericana disputa una partita di enorme sacrificio, resiste alla pressione dei tedeschi e completa l’impresa dagli undici metri, centrando una storica qualificazione agli ottavi.
La squadra di Julian Nagelsmann parte con il controllo del possesso, ma fatica terribilmente a trovare spazi contro il blocco difensivo organizzato dagli avversari. Il Paraguay, pur lasciando l’iniziativa ai tedeschi, si rende pericoloso ogni volta che riparte e al 42′ trova il vantaggio: Julio Enciso svetta di testa sul cross di Matías Galarza e batte Neuer, gelando i tifosi tedeschi. È il premio a un primo tempo giocato con grande personalità dai sudamericani.
Nella ripresa la Germania cambia marcia e trova il meritato pareggio al 54′, quando Kai Havertz anticipa tutti sul traversone di Florian Wirtz e firma l’1-1. Da quel momento la Mannschaft aumenta ulteriormente la pressione, sfiora più volte il sorpasso e costringe il Paraguay a difendersi nella propria area. I sudamericani, però, resistono con ordine grazie a una prestazione straordinaria del portiere Orlando Gill e della coppia centrale guidata da Gustavo Gómez.
Nei supplementari arriva l’episodio destinato a far discutere. Al 101′ Jonathan Tah realizza di testa quello che sembra il gol qualificazione, ma dopo un lungo controllo al VAR la rete viene annullata per un presunto fallo di Waldemar Anton sul portiere Gill. Una decisione che scatena proteste e polemiche, con molti osservatori che giudicano il contatto troppo lieve per giustificare l’intervento della tecnologia.
Ai rigori il Paraguay mantiene i nervi saldi. Dopo gli errori di Antonio Sanabria e Fabián Balbuena, la Germania spreca l’occasione con Havertz, Nick Woltemade e soprattutto Tah, che calcia alto il penalty decisivo. A regalare la qualificazione ai sudamericani è José Canale, impeccabile dal dischetto. Per la Germania si tratta della prima sconfitta ai rigori nella storia dei Mondiali, un’eliminazione amarissima che prolunga il periodo difficile della Mannschaft nelle fasi finali. Il Paraguay, invece, scrive una pagina indimenticabile della propria storia calcistica e vola agli ottavi tra l’entusiasmo di un intero Paese.
Olanda-Marocco 1-1 (2-3 d.c.r.)
Il Marocco continua a stupire il mondo del calcio e conquista una storica qualificazione agli ottavi di finale eliminando l’Olanda ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari. A Monterrey va in scena una sfida intensa, ricca di emozioni e colpi di scena, che conferma ancora una volta la straordinaria crescita della nazionale nordafricana, trascinata dal carattere e dalle parate decisive di Yassine Bounou.
La partita è molto tattica fin dai primi minuti. Il Marocco tiene maggiormente il possesso del pallone e prova a costruire con pazienza, mentre l’Olanda sceglie un atteggiamento più prudente, aspettando l’occasione giusta per ripartire. I ritmi non sono elevatissimi, ma entrambe le squadre concedono pochissimo e ogni episodio può cambiare l’equilibrio dell’incontro. La nazionale allenata da Mohamed Ouahbi si fa preferire per organizzazione e qualità del palleggio, senza però riuscire a concretizzare le occasioni create.
Quando la partita sembra avviarsi verso lo 0-0, è l’Olanda a colpire. Al 72′ Cody Gakpo sfrutta una delle poche vere opportunità create dagli Oranje e porta avanti la formazione di Ronald Koeman, dedicando il gol al figlio mai nato in un momento di grande commozione condiviso con i compagni. Il vantaggio sembra poter indirizzare definitivamente la sfida, ma il Marocco non perde lucidità e continua ad attaccare con convinzione.
La pressione africana viene premiata al 91′, quando Issa Diop trova il gol del pareggio sugli sviluppi di un’azione costruita da Chemsdine Talbi, facendo esplodere la gioia dei tifosi marocchini. Nei supplementari le due squadre accusano la stanchezza e prevale la paura di commettere un errore decisivo, anche se il Marocco continua a dare l’impressione di avere qualcosa in più sul piano atletico e mentale.
La qualificazione si decide così ai calci di rigore. Ancora una volta emerge la figura di Bounou, che si conferma uno degli specialisti assoluti della disciplina parando il tiro decisivo di Crysencio Summerville. Dopo diversi errori da entrambe le parti, è Ismael Saibari a trasformare il penalty che vale il definitivo 3-2, regalando al Marocco una qualificazione meritata e un’altra impresa destinata a entrare nella storia del calcio africano. Per l’Olanda resta invece l’amarezza di un’eliminazione maturata dopo una prestazione troppo prudente e pagata a caro prezzo nella lotteria dei rigori.
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