Semifinale azzurra al Roland Garros 2026: sarà Cobolli-Arnaldi

campo Roland Garros
Il Roland Garros 2026 continua a parlare una sola lingua: l’italiano. Quella che doveva essere una giornata di celebrazione per il tennis azzurro si è trasformata in un mix di emozioni contrastanti. C’è la gioia immensa per la favola di Flavio Cobolli, che schianta Félix Auger-Aliassime e vola in semifinale, e c’è il retrogusto amaro del derby di Roma, conclusosi anzitempo con il drammatico ritiro di Matteo Berrettini, che spalanca le porte della semifinale a Matteo Arnaldi.
Cobolli è un ciclone: Auger-Aliassime domato in quattro set
Sul Philippe Chatrier va in scena il capolavoro della maturità di Flavio Cobolli. Il romano cancella i fantasmi dei cali di tensione visti negli ottavi e gioca una partita di un’intensità spaventosa, eliminando la testa di serie numero 5 del seeding, il canadese Félix Auger-Aliassime, con il punteggio di 4-6, 6-4, 6-4, 6-4 in poco meno di tre ore di gioco.
L’inizio del match è tutto di marca canadese, con Auger-Aliassime letale al servizio e capace di strappare il primo set per 6-4. Da quel momento in poi, però, sale in cattedra l’azzurro. Cobolli non si scompone, inizia a rispondere con i piedi piantati sulla linea di fondo e manda fuori giri il tennis del rivale grazie a un dritto in sventaglio devastante. Con tre set fotocopia giocati sul filo del rasoio, Flavio strappa il servizio al canadese nei momenti cruciali di ogni parziale. Nel quarto set, sul 5-4 a favore, il braccio non trema: un game perfetto al servizio sigilla la prima, storica semifinale Slam della sua carriera.
Le dichiarazioni post-partita di Flavio Cobolli: “Non ho parole, sto vivendo un sogno. Dopo aver perso il primo set ho solo cercato di rimanere con la testa dentro ogni singolo punto, perché sapevo che Félix non ti regala nulla. Dedico questa vittoria a mio padre e a tutto il mio team che si fa il mazzo ogni giorno con me. Adesso sono in semifinale, ma non ho intenzione di fermarmi: voglio godermi questa atmosfera incredibile fino all’ultimo quindici.”
Berrettini tradito dal fisico, Arnaldi domina e vola in semifinale
L’altra sponda del tennis azzurro vive invece un pomeriggio dai contorni drammatici sullo Shatrier. Il tanto atteso derby si interrompe nel modo più doloroso, con il ritiro di Matteo Berrettini a causa di un improvviso problema muscolare, proprio mentre Matteo Arnaldi conduceva saldamente l’incontro con il punteggio di 7-5, 5-2.
Fino a quel momento, il match era stato un monologo tattico del sanremese. Arnaldi, in uno stato di grazia atletica spaventoso, era riuscito a contenere le fiammate di dritto di Berrettini, breakkandolo nel momento cruciale del primo set per chiuderlo 7-5. Nel secondo parziale, il divario si era amplificato: Arnaldi, solido e glaciale, era scappato rapidamente sul 5-2, mettendo una seria ipoteca sulla semifinale. Lì, il dramma: Berrettini ha avvertito una fitta acuta (probabilmente alla coscia o agli addominali, zone già martoriate in passato) che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca, avvicinandosi in lacrime alla rete per stringere la mano al compagno di nazionale.
Matteo Arnaldi vola così tra i primi quattro del Roland Garros, coronando un torneo stratosferico, pur senza poter festeggiare appieno per via dell’infortunio dell’amico.
