Sci, infortunio in allenamento per Filippo Della Vite

Il conto alla rovescia per l’inizio della stagione sciistica 2024-2025 è cominciato e in casa Italia tocca già fare i conti con qualche contrattempo più o meno grave. In principio, a livello femminile, era toccato all’aggiornamento sulle condizioni di Sofia Goggia, che per sua stessa ammissione non tornerà in gara prima della tappa di Beaver Creek, in programma il 14 e il 15 dicembre. Se in questo caso tutto o quasi rientra nei programmi, l’imprevisto che rischia di rovinare i piani della squadra maschile è bello grosso e riguarda Filippo Della Vite, caduto in allenamento a Soelden, dove è in corso il raduno per preparare lo slalom gigante maschile che aprirà la stagione il 27 ottobre.
Le condizioni di Della Vite
L’incidente purtroppo ha causato all’azzurro una frattura scomposta al pollice della mano destra che domani pomeriggio sarà ridotta chirurgicamente nella clinica La Madonnina di Milano a opera della Commissione Medica Fisi: soltanto dopo l’intervento si saprà qualcosa di più sulle chance dello sciatore bergamasco di recuperare in tempo per l’appuntamento che aprirà l’annata del Circo Bianco. La dinamica della caduta è presto spiegata: arrivato al terzo giorno di allenamento nella località austriaca, Della Vite è incappato in un’imbarcata che lo ha fatto finire nelle reti di protezione, notoriamente croce e delizia degli sciatori. I dispositivi hanno fatto il loro dovere, limitando i danni che comunque ci sono stati: oltre alla mano, il poliziotto ha infatti rimediato un taglio alla gamba destra, per chiudere il quale sono stati applicati tre punti di sutura.
Il declino della combinata nordica
Dallo sci alpino alla combinata nordica, disciplina alle prese con il punto forse più basso della propria storia: con tanto di possibile rischio di rimanere fuori dalle Olimpiadi del 2030. La crisi parte dagli Stati Uniti, un’ormai ex potenza della disciplina che negli ultimi anni, pur di sopravvivere, ha dovuto appoggiarsi alla Norvegia: una collaborazione a sua volta arrivata al capolinea a causa delle difficoltà economiche della Federazione a stelle e strisce. Non se la passa meglio nemmeno il Giappone, il cui movimento sta imboccando il viale del tramonto di pari passo con il fuoriclasse Akito Watabe: se poi intanto il possibile erede annunciato Ryota Yamamoto, per demeriti propri e per i tanti infortuni occorsi finora, fatica a esplodere, allora anche in questo caso l’orizzonte si fa nero.
La nascita del trampolino di volo
L’intera combinata nordica, disciplina presente nel programma delle Olimpiadi Invernali fin dalla prima edizione, oggi viene retta da Norvegia, Austria e Germania: una triade che non basta a convincere il Cio a puntare forte su questo sport per il futuro. Lo stesso Cio che intanto si apre alle novità: su tutte le prime gare di sempre su trampolino di volo, che debutteranno in Austria nel 2026. Che sia la prima spia di un vero e proprio cambio della guardia anche in seno al programma olimpico?
