Sci, dramma Lorenzi. Prime contromisure: l’airbag è obbligatorio

Mast Vancouver (Canada) 13/02/2010 - giochi Olimpici invernali Vancouver 2010 / salto con gli sci / foto UPI/Masterphoto/Image Sport nella foto: pista salto ONLY ITALY
Prima la grande paura e poi la notizia peggiore, quella che nessuno avrebbe voluto leggere: Matilde Lorenzi, caduta ieri durante una sessione di allenamento in Val Senales, è deceduta nella mattinata di martedì 29 ottobre, lasciando dietro di sé una scia di dolore. E non solo.
L’airbag obbligatorio
Il primo provvedimento pronto a essere preso per provare a limitare il rischio di rivivere tragedie simili è l’introduzione dell’obbligo dell’airbag, che fino all’anno scorso era solo consigliato. Il dispositivo diventerà di default in Coppa del Mondo nelle discese e nei super-g, le discipline veloci che, in quanto tali, sono notoriamente le più pericolose. L’airbag nello sci è stato inventato dall’azienda italiana Dainese, leader del settore dell’equipaggiamento tecnico e di sicurezza in particolare per le moto. Da circa un decennio è stato progettato il dispositivo D-Air, pronto a ridurre, ma purtroppo ovviamente non a eliminare del tutto, il rischio di tragedie simili a quella che si è portata via la giovanissima Matilde a pochi giorni dal 20esimo compleanno.
Il precedente della tuta antitaglio
Non solo l’airbag: il 2024 si era aperto, in quel caso, con un dramma per fortuna solo sfiorato. Era il 13 gennaio e Wengen divenne, suo malgrado, teatro della terribile caduta di Aleksander Aamodt Kilde, che poi dopo quel capitombolo nella discesa libera si sarebbe dovuto fermare per il resto di quella stagione e per tutta quella appena cominciata. All’epoca ad attirare l’attenzione mediatica fu la scia di sangue lasciata dal norvegese sulla pista svizzera a causa di un taglio profondissimo alla gamba, anche se paradossalmente a tenere ora fuori dai giochi il compagno di Mikaela Shiffrin è l’infezione sviluppata alla spalla, l’altra parte lesa dalla caduta che all’epoca, in apparenza, destava meno preoccupazioni.
Quel giorno nessuno avrebbe potuto prevedere il prosieguo della degenza di Kilde, con il focus generale che andò all’esigenza di aumentare le misure di sicurezza in pista in particolare nelle discipline veloci. Nel caso in esame il dito fu puntato sulla tuta antitaglio, un dispositivo di protezione prima accettato, poi consigliato e infine consegnato alle Federazioni per le sperimentazioni del caso.
Sperimentazioni tra l’altro partite tra il 2016 e il 2017 non esattamente sotto i migliori auspici, con diverse lamentele arrivate alle orecchie dei produttori per il basso tasso di performance garantito. Lo sviluppo del dispositivo ha portato dei notevoli miglioramenti sia nella vestibilità sia nella capacità di resistenza al taglio degli sci, che ad alte velocità si trasformano in delle vere e proprie lame. Questa è storia di gennaio: oggi l’attenzione si sposta sull’airbag, il primo accorgimento che il Circo Bianco vuole prendere per onorare al meglio la memoria della sfortunatissima Lorenzi.
