27 Agosto 2026
Home » ULTIME NEWS » Pallanuoto, Settebello sospeso per 6 mesi
Nazionale Italiana Pallanuoto Maschile

Difficile mettere tutti d’accordo nello sport, ambito dove notoriamente vale tutto e il suo contrario: se poi il contesto è quello delle Olimpiadi, allora la faccenda si fa ancora più spinosa. Lo sa bene il Settebello, che lo scorso 7 agosto uscì sconfitto ai quarti di finale del torneo di Parigi contro l’Ungheria al termine di un match teso e ricco di contestazioni arbitrali. Il resto è una storia nota che vide gli azzurri fuori dai giochi per le medaglie e poi protagonisti, nel match contro la Spagna valido per stabilire le posizioni di rincalzo, di una protesta forse senza precedenti, con l’intera formazione a dare le spalle alla squadra arbitrale durante l’Inno di Mameli. Finita qui? Macché. Oggi, a distanza di oltre due mesi, la vicenda si arricchisce di un altro tassello, nonché di fatto un’ulteriore beffa per l’Italia.

I fatti

La Nazionale di Sandro Campagna è stata infatti sospesa per 6 mesi dall’Aqiu (Aquatic Sports Integrity Unit) per violazione dell’articolo 5 del World Aquatics Integrity Code durante le ultime Olimpiadi. I fatti risalgono proprio alla famigerata serata del 7 agosto. Prima c’era stata la sconfitta sul campo per 12-10, un risultato figlio della lotteria dei rigori dopo che il match si era chiuso sul 9-9 nei tempi regolamentari. Prima ancora, sul 3-2 per l’Ungheria, Francesco Condemi va in gol prima di vedere la propria rete annullata per un fallo violento (un presunto colpo al volto dell’avversario). A questo punto inizia di fatto un’altra partita: l’arbitro non solo cancella la marcatura azzurra, ma assegna pure ai magiari un rigore (prontamente trasformato) e una superiorità numerica di 4′. Insomma, in pochi secondi l’Italia passa dal possibile, anzi, praticamente trovato 3-3 a un 2-4 per i propri avversari, fischiati come la squadra arbitrale anche dal pubblico neutrale. Il Settebello, che dopo la partita aveva presentato ricorso (poi rigettato), invece di accusare il colpo reagisce e, nel terzo quarto, vola addirittura sull’8-6 prima di incassare la rimonta che avrebbe poi dato il via al processo di perfezionamento della beffa, che proprio in queste ore, in pieno autunno, conosce l’ultimo atto.

La sanzione

Oggi infatti l’Aqiu completa l’opera sanzionando l’Italia con uno stop di 6 mesi, che significa dunque rinuncia alla partecipazione alla World Cup. Non solo: la Nazionale di Campagna, reo a detta della sentenza di aver aggredito fisicamente e verbalmente la squadra arbitrale nel parcheggio dopo la partita incriminata, dovrà pagare una multa di 100.000 dollari, di cui 50.000 dovranno essere versati entro 90 giorni dalla decisione, con i restanti 50.000 invece sospesi e pronti a diventare effettivi solo a fronte di un’altra violazione del Codice eventualmente commessa entro il 17 ottobre 2026. Una magra, magrissima consolazione.

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