Giro d’Italia 2025, Vegni: “Vorrei avere al via Pogacar, Vingegaard, Evenepoel e Roglic”

Db Milano 24/10/2019 - presentazione Giro d'Italia 2020 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Mauro Vegni-Peter Sagan
Se l’attesa per conoscere il percorso del Giro d’Italia 2025 è destinata a durare poco meno di un mese, per saperne di più della startlist bisogna aspettare molto di più: vale per gli appassionati ma anche per Mauro Vegni, il direttore della Corsa Rosa che sogna il parterre di lusso nel segno dei quattro fuoriclasse del ciclismo di oggi.
I magnifici 4 tutti al via?
Intercettato dai microfoni di BiciSport, Vegni si è aperto senza negare la massima aspirazione possibile: avere al via in contemporanea Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel e Primoz Roglic. Un sogno, appunto, che rischia di scontrarsi con difficoltà oggettive: nella rassegna si parte dal campione in carica. “Speriamo che Pogacar possa ripetersi: sarà difficile, ma c’è ancora speranza”. Si passa al suo acerrimo rivale Vingegaard, uno che al Giro d’Italia finora non si è mai visto. “Si parla molto della sua voglia di esserci, ma bisognerà fare i conti con il suo inizio di stagione ma anche con gli interessi della squadra e con quelli degli sponsor, che investono tanti soldi: vale per Vingegaard ma anche per Pogacar“.
Si arriva a Evenepoel e Roglic, forse sulla carta oggi i più plausibili in un ipotetico foglia firma. “Il mio obiettivo è avere tutti i big dall’inizio. Per ora è un sogno, poi vedremo”. L’ambizione generale in effetti è portare al Giro d’Italia più di uno di questi fuoriclasse per evitare il rischio di plasmare un’edizione noiosa: un’accusa che Vegni, con riferimento al dominio di Pogacar nella scorsa primavera, respinge con forza tirando in ballo anche altre corse. “Molti hanno mosso questa critica, ma ho visto che anche in altre gare vinte da Pogacar i distacchi sono stati ampi, quindi non capisco perché criticare solo il Giro d’Italia“.

Le anticipazioni sul percorso
Tra tante indiscrezioni che ancora circolano, Vegni comincia a fornire qualche ufficialità in attesa che il 12 novembre l’intero percorso venga svelato. “Arriveremo a Roma, e nell’anno del Giubileo non potrebbe essere altrimenti. Avremo poi una Grande Partenza dall’Albania, teatro di 3 tappe, prima di passare in Puglia e salire, perché purtroppo il problema di non poter fare trasferimenti molto lunghi si ripropone ogni anno. Dobbiamo inoltre rispettare dei parametri legati alla lunghezza totale del percorso: oggi non possiamo fare più di 3500 km, mentre prima erano 4000 km. Quindi – continua Vegni – occorre accorciare sia le tappe sia i trasferimenti”.
Infine, un commento del direttore sul possibile livello di difficoltà del Giro d’Italia 2025. “Il percorso sarà simile a quello di quest’anno: proprio come nel 2024, non avremo una settimana finale esageratamente complicata com’era successo in passato. Certo, il finale sarà duro, ma le difficoltà saranno bilanciate lungo tutto il tracciato, come visto quest’anno. Qualche sorpresa ci sarà: forse lo sterrato, forse altre novità che mi auguro piacciano alla gente. La certezza – conclude Vegni – saranno le due cronometro in programma”.
