Nazionale, Pirlo non diventerà Ct: arrivano le dimissioni di Maldini e Leonardo
L’ex centrocampista della Nazionale, Campione del Mondo nel 2006, si è ufficialmente chiamato fuori dalla corsa per il ruolo di CT. Uno scenario che ha portato Paolo Maldini e Leonardo a rassegnare le proprie dimissioni

Dopo le dichiarazioni pubblicate nella serata di ieri, Andrea Pirlo è tornato in queste ore sull’argomento con una storia sul proprio profilo Instagram per fare definitiva chiarezza. Modificando leggermente le sue parole originali, l’ex centrocampista della Nazionale si è ufficialmente chiamato fuori dalla corsa per il ruolo di Commissario Tecnico.
La rettifica decisiva
A fare la differenza è stato l’incipit del suo nuovo messaggio, con cui l’allenatore ha eliminato ogni margine di dubbio sul suo futuro in Azzurro:
“Dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti”.
Una presa di posizione netta: il profilo di Pirlo non figura più tra i papabili per raccogliere l’eredità di Rino Gattuso, primo CT del nuovo corso federale.
La materia del contendere: la partnership con Fonbet
Alla base della bufera politica e mediatica c’è il ruolo di global ambassador che Andrea Pirlo ha assunto nell’ottobre 2025 per Fonbet, una delle più importanti società di scommesse russe. La collaborazione commerciale — nata tramite i suoi impegni tecnici negli Emirati Arabi Uniti con un club guidato dal proprietario di Fonbet — ha scatenato dure reazioni sia nel dibattito politico sia nell’opinione pubblica.
Molti hanno contestato l’incompatibilità etica e d’immagine tra la rappresentanza della Nazionale italiana e il legame con un marchio russo di betting promozionato a Mosca, sfociata anche nel rischio di ricorsi legali legati alle normative sulla pubblicità del gioco d’azzardo.
Il testo integrale della dichiarazione
Per il resto, la storia social prosegue ricalcando integralmente le parole già espresse nel post precedente:
“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di commissario tecnico della Nazionale Italiana. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto.
La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono.
Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono.
L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Maldini e Leonardo si dimettono
Scossone in casa Italia. Dopo appena sedici giorni dall’avvio del nuovo progetto tecnico della FIGC, Paolo Maldini ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di direttore tecnico della Nazionale italiana. Insieme a lui lascia anche Leonardo, che ricopriva il ruolo di advisor, ponendo fine a un progetto nato con l’obiettivo di rilanciare il calcio azzurro.
Progetto già concluso. La scelta dei due ex dirigenti del Milan rappresenta un clamoroso colpo di scena e interrompe sul nascere il piano di riorganizzazione voluto dalla Federazione. L’esperienza della nuova dirigenza tecnica si chiude così dopo poco più di due settimane, senza che il progetto abbia avuto il tempo di entrare realmente nel vivo.
La FIGC riparte da zero. Le dimissioni di Maldini e Leonardo costringono ora la FIGC a ridefinire completamente il proprio assetto tecnico. La Federazione dovrà individuare nuove figure di riferimento per guidare il rilancio della Nazionale, riaprendo un processo che sembrava essersi appena concluso.
Adesso tocca a Mancini e Chiellini?
Mancini torna in pole per la panchina azzurra. Dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, il nuovo scenario in casa Italia rimette in cima alla lista Roberto Mancini, che diventa il principale candidato per tornare alla guida della Nazionale. L’ex commissario tecnico, considerato da tempo il profilo preferito del presidente federale Giovanni Malagò, appare ora in vantaggio rispetto agli altri candidati.
Chiellini possibile direttore tecnico. Parallelamente prende sempre più consistenza l’ipotesi di affidare il ruolo di direttore tecnico a Giorgio Chiellini, che potrebbe diventare una figura chiave nel nuovo corso della FIGC. Si raffredda invece la candidatura di Thiago Motta, strettamente legata al progetto tecnico di Maldini e Leonardo, ormai definitivamente tramontato.
Resta sullo sfondo l’ipotesi Conte. Tra le alternative continua a essere monitorata anche la posizione di Antonio Conte, sostenuto da una parte della Lega Serie A. Tuttavia, con il nuovo ribaltone ai vertici della Federazione, il nome di Mancini sembra al momento quello più accreditato per guidare la rinascita della Nazionale italiana.
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