Mondiali di ciclismo 2024, impresa di Pogacar: “Ora ho veramente raggiunto tutti i miei obiettivi”

Se a livello femminile ieri c’era stata la conferma della campionessa in carica Lotte Kopecky, con Chloé Dygert ed Elisa Longo Borghini a chiudere il podio, a livello maschile élite il titolo iridato è inedito: i Mondiali di Zurigo 2024 terminano con l’impresa di Tadej Pogacar, che scatta a 100 km dalla fine e si prende l’alloro che un anno fa era andato a Mathieu Van Der Poel, oggi terzo (la piazza d’onore è invece andata a Ben O’Connor).
La cronaca
Volendo tracciare qualche differenza con quello di un anno fa dell’olandese a Glasgow, l’acuto dello sloveno assume dei tratti epici per diversi motivi. Si parte dalla lunghezza dell’attacco: forse seconda solo a quello sferrato nel 1968 da Vittorio Adorni. Si arriva poi alla precedente doppietta Giro d’Italia-Tour de France siglata tra primavera ed estate che, allargando lo spettro alla tripletta che comprende la vittoria della prova in linea dei Mondiali, scrive il nome di Pogacar accanto soltanto ad altri due: la leggenda Eddy Merckx, con il quale i paragoni si sprecano, e Stephen Roche, per la verità ‘one hit wonder’ del 1987.
Se questi sono i paragoni con un passato più o meno lontano, il presente vede Pogacar spaccare in due la corsa già a 100 km dalla fine, mettendo presto spalle al muro gli altri favoritissimi per la vittoria. Tra tatticismi eccessivi e gambe non all’altezza dei giorni d’oro, nessuno tiene il passo dello sloveno, aiutato nella fase iniziale del suo atttacco anche dal compagno di squadra Jan Tratnik. Nessuno, neanche Remco Evenepoel, forse il principale sconfitto di giornata. Dietro la lavagna, e purtroppo non è una novità, ci finisce in blocco anche l’Italia, mai realmente in gara a parte qualche flash di Giulio Ciccone, che poi chiuderà come miglior azzurro al 25esimo posto: troppo poco affinché il ct Daniele Bennati torni soddisfatto da Zurigo.
Comprendendo anche le prove a cronometro, il bottino dell’Italia nella rassegna svizzera, macchiata inesorabilmente dalla tragedia che ha colpito la giovanissima Muriel Furrer, parla di 5 medaglie: a spiccare è il clamoroso oro di Lorenzo Mark Finn, che aveva vinto la gara riservata alla categoria juniores con un numero definito da molti proprio ‘alla Pogacar‘.
Le dichiarazioni di Pogacar
Soddisfazione che, mista all’emozione e alla fatica, abbonda invece sul volto commosso e provato del classe ’98, che ai microfoni del dopo gara si è aperto come forse fatto poche altre volte in precedenza nonostante i tanti successi a referto in appena pochi anni di carriera. “Non avevamo pianificato di attaccare da così lontano: ho sentito di farlo e l’ho fatto, senza pensarci troppo su e anche a costo di sembrare stupido agli occhi di Tratnik, il cui aiuto è stato prezioso. Volevo vincere questa gara dopo aver già speso tanto in stagione al Tour de France e in altre corse e l’ho fatto: ora davvero posso dire di aver raggiunto tutti gli obiettivi del mio 2024“.
