Champions League, 2-0 Juve al Benfica: l’Atalanta si scioglie con l’Athletic

Tifosi Juventus
La settima giornata della Fase Campionato di Champions League si è chiusa, per quanto riguarda le squadre italiane, con gli impegni di Juventus e Atalanta. I bianconeri hanno superato per 2-0 il Benfica davanti al proprio pubblico, mentre gli orobici sono caduti in casa per 3-2 contro l’Athletic Bilbao, dopo aver dominato la sfida per quasi un’ora.
Juventus – Benfica 2-0
La Juventus parte meglio e nelle prime battute mostra una supremazia territoriale evidente, controllando gli spazi e consolidando il possesso. L’unica fiammata iniziale del Benfica arriva con un tiro di Sudakov, ben gestito da Di Gregorio. I bianconeri riescono comunque a creare, soprattutto con Yildiz, che rientra da sinistra e conclude due volte: Trubin respinge la prima, la seconda sfiora il palo. Con il passare dei minuti crescono però anche i portoghesi: un pallone perso da Locatelli spalanca il campo a Sudakov, che costringe Di Gregorio alla parata, con Kelly bravo a ripulire l’area. Prima del rientro negli spogliatoi arrivano comunque due buone chance su palla inattiva per la Juve: Miretti di testa manda alto su calcio d’angolo, poi David non sfrutta un pallone preciso sulla fronte.
La ripresa si apre con Conceiçao al posto di Miretti e la Juventus, dopo aver visto Trubin salvare su McKennie, sblocca il punteggio al 55′ con Kephren Thuram: centrocampista francese sfrutta il movimento di David per puntare la porta e calciare sul primo palo, senza lasciare scampo all’incolpevole Trubin. I bianconeri prendono fiducia e al 64′ con McKennie raddoppiano: lo statunitense chiede e ottiene il triangolo a David per poi calciare con forza alle spalle di Trubin. All’81’ i lusitani potrebbero riaprire i conti su calcio di rigore, ma Pavlidis spedisce fuori scivolando al momento della conclusione. Finisce 2-0 per la Juventus, adesso sicura di poter quantomeno disputare i playoff a febbraio.
Atalanta – Athletic Bilbao 2-3
Atalanta padrona del campo e del pallone, come certifica il dato monstre sul possesso: 71% a 29%. Nonostante il dominio territoriale, la squadra di Palladino si dimostra anche la più pericolosa, trasmettendo costantemente la sensazione di poter colpire. I baschi si salvano in un paio di circostanze grazie al fuorigioco, ma per il resto la Dea orchestra un giro palla brillante, con Zappacosta e Bernasconi che agiscono praticamente da ali e con i trequartisti De Ketelaere e Zalewski a spaccare la linea difensiva con iniziative personali. Proprio il belga sfiora il raddoppio poco prima dell’intervallo: su schema da piazzato colpisce il palo con un colpo di testa preciso.
Il secondo tempo si apre con un’Atalanta ancora pericolosa con Zappacosta, ma quasi all’improvviso è l’Athletic Bilbao a trovare il gol dell’1-1 con Guruzeta al 58′, freddo davanti a Carnesecchi dopo aver soffiato palla a Kolasinac. Al 67′ Palladino cambia il suo attacco, inserendo Krstovic per Scamacca e Lookman per Zalewski, ma i nerazzurri ‘crollano’ e nel giro di 4 minuti, dal 70′ al 74′, subiscono altre due reti dei baschi firmati da Serrano e Navarro, approfittando di una difesa imbambolata. Nel finale i padroni di casa accorciano le distanze con Krstovic, su assist di Lookman, ma non basta per evitare un doloroso ko interno.
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