27 Agosto 2026
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Tre Valli Varesine 2024, prima la sospensione e poi la cancellazione. Pogacar: “Scelta giusta”

Tadej Pogacar, Maglia Gialla Tour de France 2024

Il Trittico Lombardo 2024 perde per un pezzo per strada: una strada allagata, come dichiarato senza mezzi termini da un Tadej Pogacar oggi in versione portavoce del gruppo. Dopo i tentativi disperati di salvare il salvabile, come il taglio del percorso (dai 200 km inizialmente previsti ai 168 km da disputare) e il rinvio della partenza di 20′, la Tre Valli Varesine 2024 viene inizialmente sospesa e poi cancellata.

La cronaca della giornata

L’allarme rosso era scattato già nella tarda serata di lunedì, quando le previsioni meteo per la Lombardia si erano fatte nere come i nuvoloni che i corridori hanno trovato al risveglio: se la gara femminile (vittoria della francese Cedrine Kerbaol su Silvia Persico) si è salvata, quella maschile è saltata come mai successo in 103 edizioni. Una brutta notizia innanzitutto per Georg Steinhauser, Felix Engelhardt, Lorenzo Germani, Enric Mas, Romain Bardet e Tobias Foss, i sei coraggiosi che erano andati in fuga nonostante le avverse condizioni che, non a caso, dopo 57,9 km hanno portato alla cancellazione della gara poco dopo l’arrivo in Via Sacco.

Cala così, mestamente e con l’amaro in bocca, il sipario sul Trittico Lombardo 2024, con un tassello mancante, il più atteso per la presenza nella startlist della star Pogacar, tra i principali artefici della cancellazione: si sono invece regolarmente svolte la Coppa Agostoni 2024 e la Coppa Bernocchi 2024, vinte rispettivamente da Marc Hirschi e dalla sorpresa Stan Van Tricht.

Le dichiarazioni di Pogacar

Proprio Pogacar, nelle ore dopo la decisione della giuria, ci ha messo la faccia per spiegare la posizione del gruppo sulla scelta presa. “Parlo a nome di tutti: mentre eravamo in gara, avevamo la sensazione di non pedalare in sicurezza. La strada era inondata di acqua che usciva anche dai tombini. Non sono un esperto di meteo, ma dubito che uno strato del genere, che impediva di vedere l’asfalto, potesse andare via in poco tempo”. Lo sloveno avalla la scelta degli organizzatori, ribadendo quanto il tasto sicurezza sia sempre più delicato e importante nel ciclismo attuale. “Abbiamo ancora negli occhi quanto successo a Muriel Furrer nella prova juniores femminile dei Mondiali di Zurigo. Oggi – continua Pogacar – correre avrebbe comportato troppi rischi: basti pensare a quanti guai meccanici, tra forature e ruote interamente rotte, ho visto in gara”.

Il ‘sindacalista’ Pogacar, atteso come un divo al via di Busto Arsizio, ha anche avuto modo di provare a suggerire agli organizzatori quella che, con il senno di poi, poteva essere la soluzione per provare a completare la gara odierna. “Si poteva accorciare il tracciato della prova femminile e, di conseguenza, anticipare la nostra corsa di un paio d’ore, perché in fondo era da giorni che tutti sapevano delle condizioni meteo che avremmo trovato qui”. In realtà, al contrario di quanto affermato da Pogacar, anche il percorso della gara femminile ha subito delle mutilazioni, che in questo caso sono servite almeno a consentire il regolare svolgimento della stessa.

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