27 Agosto 2026
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Sci, i punti oscuri sull’incidente di Matilde Lorenzi

Maintenance workers groom the landing area during the men's ski jumping competition in Whistler

Mast Vancouver (Canada) 13/02/2010 - giochi Olimpici invernali Vancouver 2010 / salto con gli sci / foto UPI/Masterphoto/Image Sport nella foto: pista salto ONLY ITALY

Dopo il tempo del lutto e del dolore, arriva l’ora di provare a fare chiarezza sul terribile incidente durante un allenamento in Val Senales che ha stroncato la vita a Matilde Lorenzi lo scorso 28 ottobre. E i punti oscuri, purtroppo, sono ancora tanti nonostante l’archiviazione dell’inchiesta da parte della Procura di Bolzano: sulla vicenda ora si accende il faro del Consiglio Superiore della Magistratura, che nella figura del consigliere Ernesto Carbone vuole accertarsi della correttezza e della completezza delle indagini svolte finora.

I punti che non tornano nell’indagine

Si comincia dalle reti di protezione, mancanti nelle foto scattate dall’alto subito dopo l’incidente occorso sulla pista Grawand nr.1 e invece messe a referto dai carabinieri nei loro rilievi. Si passa poi alla mancata distanza minima tra le porte pit esterne e il bordo pista: un altro punto su cui, a detta di Carbone, la Procura di Bolzano non ha condotto alcun accertamento, neanche basandosi sulle caratteristiche del tracciato. La vera falla attiene alla mancata autopsia, senza la quale non si saprà mai se Lorenzi sia deceduta a causa della caduta avvenuta in pista o per il volo fuori dalla stessa che ha portato la povera atleta ad adagiarsi nel dirupo dove è stata trovata esanime. L’ultima rimostranza mossa dal membro del Consiglio Superiore della Magistratura riguarda proprio il tracciato, mai posto sotto sequestro e mai chiuso per espletare un supplemento di indagini e accertamenti necessario per escludere problemi strutturali e preoccupanti falle. Anzi: nei giorni successivi molti sciatori hanno continuato a usufruire della Grawand nr.1, mettendo eventualmente a rischio la loro stessa vita in caso di effettivi problemi nella stessa.

I dubbi degli esperti

In effetti, ancora prima del Consiglio Superiore della Magistratura si erano espressi sulla vicenda diversi esperti ed ex sciatori, secondo i quali sarebbe impossibile morire per una ‘semplice’ facciata sulla neve, con l’accento che viene posto sulla mancanza dei sistemi di protezione idonei per una pista che ospita allenamenti anche di alto livello. Proprio il bordo incriminato, a detta di molte voci, era ed è troppo vicino al punto in cui tuttora scendono gli sciatori. A quanto pare, Lorenzi avrebbe preso velocità su un cordolo di neve dura che poi, il giorno dopo il terribile incidente, è stato rimosso: un altro dettaglio (per modo di dire) che non depone dalla parte degli inquirenti e della decisione, probabilmente frettolosa, della Procura di Bolzano di archiviare l’inchiesta.

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