Sono giorni importanti per il calcio in generale e, in particolar modo, per la Serie A. Continuano le riunioni per cercare di ipotizzare una data per la ripresa degli allenamenti e per il conseguente ritorno del campionato. Solo ipotesi visto che, come ammesso dal presidente del Torino, Urbano Cairo, non c’è nulla di certo. Negli ultimi giorni l’emergenza Coronavirus ha dato numeri meno gravi rispetto alle scorse settimane. Molto, però, dipenderà dai dati che verranno forniti nei prossimi giorni per capire se il picco sarà stato raggiunto domenica scorsa.

Gravina su ipotesi Serie A

Torino, parla Cairo

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha parlato dell’emergenza Coronavirus e delle date su allenamenti e ripresa della Serie A. Questi tutti i temi trattati:

“Quando si vive un momento come questo non si può parlare di sport, calcio, calendari, staccandolo da ciò che sta passando il Paese. Bisogna essere realisti, capire cosa si potrà fare e a cosa invece si dovrà rinunciare. Dovremo ripartire, certo, e il calcio dovrà essere un motore di questa ripresa ma tenendo presente prima la salute, poi il futuro. Perché una stagione purtroppo è stata rovinata, ma dobbiamo stare attenti a non rovinare anche la prossima”.

Ipotesi di ripresa: “Che il calendario purtroppo non lo decidiamo noi ma l’evolversi della situazione, la propagazione, stabilizzazione, diminuzione del virus. Oggi tutte le ipotesi rischiano di essere fittizie. In ogni caso è giusto provare a stabilire degli scenari ma la voglia di concludere la stagione non può in ogni caso spingerci troppo oltre con le date”.

Data limite: “Ritengo che il 30 giugno sia un limite invalicabile oltre il quale giocare sarebbe sbagliato. Stiamo vivendo sulla nostra pelle e senza colpa la rovina di questa stagione, ma non rischiamo di rovinare anche la prossima, perché quella si, sarebbe una responsabilità nostra. Abbiamo spostato gli Europei, ci sarà una stagione congestionata dai calendari, dobbiamo stare attenti. Dovrà essere una stagione di ripartenza sotto tanti punti di vista e non dobbiamo rischiare di rovinarla”.

Allenamenti e tagli stipendi

esultanza Torino

Il patron del Torino ha parlato anche della ripresa degli allenamenti:

“Siamo chiari: finché non ci si può allenare tutti, non ci si allena. Inutile fare previsioni e corse in avanti sostituendoci ai virologi. Che senso ha porre delle date adesso con alcune zone del Paese in piena lotta contro il virus? Una cosa deve essere certa: ci si ricomincia ad allenare tutti insieme. Non sono ammessi interessi di bottega”.

Taglio stipendi: “Sono d’accordo. Prima ancora di prendere la calcolatrice ai giocatori va chiesta un’analisi intelligente e lungimirante della situazione. Se il sistema va in crisi ne pagano le conseguenze anche loro. Fanno parte del mondo del calcio è richiesto anche a loro un contributo per superare questo momento difficile. D’altra parte non si stanno allenando, non stanno giocando, in molti casi hanno lasciato l’Italia per tornare a casa loro, dalle proprie famiglie, è normale rinunciare a qualcosa”.

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