La ripresa del campionato di Serie A non è l’unico argomento di cui si sta dibattendo negli ultimi giorni. L’emergenza Coronavirus ha portato alla sospensione di tutti i campionati e per questo si sta discutendo a livello internazionale della questione. Si parla del possibile prolungamento di almeno un mese dei contratti di tutti i giocatori per permettere la conclusione della stagione calcistica, ma anche della riduzione degli stipendi. Una mancata ripresa, infatti, creerebbe un danno economico importante a tutte le società.

Serie A, riduzione stipendi non prioritaria

L’eventuale mancata ripresa del campionato di Serie A porterebbe conseguenze importanti dal punto di vista economico. Le emittenti televisive si stanno portando avanti e sono pronte a non pagare gli introiti pattuiti qualora il campionato non dovesse concludersi. Per questo motivo le società stanno discutendo della possibile riduzione degli stipendi. Il taglio, infatti, riguarderebbe le quattro mensilità, da marzo a giugno, in cui non si è scesi in campo. Un provvedimento già preso dalla Juventus, attraverso accordo privato con i propri tesserati, e che potrebbe presto prendere anche l’Inter. Il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, ai microfoni di Radio Kiss Kiss, però, ha evidenziato come per loro questo non sia un argomento prioritario:

“Sicuramente la riduzione degli stipendi non è la priorità ma capire quando e se si tornerà. Se il campionato si fermerà allora bisognerà discutere in modo collettivo su queste 4 mensilità”.

Come concludere la stagione

Il presidente dell’AIC ha spiegato quali sono le priorità per concludere il campionato di Serie A e non solo:

“Per concludere i campionati in piena estate bisogna cambiare anche le norme in ambito contrattualistico. Poi prima di riprendere c’è bisogno anche di impostare un discorso medico di grande prudenza. Stiamo monitorando la situazione anche con i protocolli di prevenzione. Per riprendere bisogna essere sicuri al 100%. Con una seconda ricaduta produrremmo un danno ancora peggiore. Quindi la ripresa dovrà essere ponderata nella maniera giusta. Bisogna capire se si riprende e quando si torna”.

I contratti in scadenza il 30 giugno: “È uno degli argomenti principali su tutti i tavoli di discussione” – ha concluso. “Per i contratti in scadenza sarebbe da capire come gestirli, ma sempre in maniera collettiva avendo delle linee guida generali, perché sono diversi da paese a paese”.

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