In Lega si continua a dibattere sul proseguo del campionato di Serie A, interrotto come tutti gli altri per l’emergenza relativa al Coronavirus. Nei giorni scorsi il presidente della Figc aveva ipotizzato un ritorno in campo per mercoledì 20 maggio. In quel modo, giocando ogni tre giorni, il campionato terminerebbe a inizio luglio. Solo ipotesi, per l’appunto, visto che tutto dipenderà da come e quando il Paese riuscirà a rialzarsi dall’emergenza sanitaria. Proprio per questo motivo Gravina ha voluto fare una nuova ipotesi sul termine ultimo del campionato.

Serie A, nuova ipotesi di Gravina

Nelle scorse ore la Uefa ha voluto smentire di aver dato una deadline per concludere i campionati (3 agosto). A conferma di ciò arrivano le parole del presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ha parlato ai microfoni de La Domenica Sport, svelando quando potrebbe terminare il campionato di Serie A:

“Serie A fino a settembre-ottobre? È un’ipotesi. È una modalità per evitare di compromettere non solo la stagione 2019-20 ma anche la stagione 20-21 non potendo partire con certezze di riferimenti perché, con la valanga di contenziosi ai quali saremmo sottoposti da tutti i soggetti che si potrebbero ritenere lesi nei loro diritti e nei loro interessi si correrebbe davvero il rischio di fare un campionato solo nelle aule dei tribunali”.

L’appello di Gravina

Gravina ha voluto fare anche un appello alle autorità tornando sulla data ipotizzata qualche giorno fa per la ripresa della Serie A:

“L’unico modo serio di gestire un’emergenza seria di questo tipo è quello che dobbiamo comunque chiudere le competizioni della stagione 2019-2020 in questo anno. Stiamo lavorando su tutta una serie di ipotesi per gestire al meglio questa situazione. Una data ipotizzata per ripartire è quella del 17 maggio ma sappiamo, e lo sottolineo ancora una volta, che è una ipotesi. Confido molto nelle autorità scientifiche del nostro paese e nelle autorità di governo del nostro paese e ci dobbiamo rimettere alle loro decisioni. Prendere autonomamente delle scelte negative di sospensione o annullamento delle competizioni sportive esporrebbe il nostro mondo a delle responsabilità da un lato sportive e dall’altro contrattuali verso le quali noi non avremmo nessuna possibilità di difesa con una decisione negativa in questo momento”.

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