La Serie A si sta preparando a ripartire. Anche ieri il Ministro dello Sport, Spadafora ha rilasciato dichiarazioni confortanti in questo senso. La maggior parte delle squadre ha ripreso anche gli allenamenti di gruppo in attesa di conoscere le date del ritorno in campo. La data culmine sarà quella del 28 maggio, quando ci sarà un vertice con il Governo per stabilire se e quando ripartire. La data potrebbe essere quella del 13 giugno, in modo da avere una settimana in più per terminare il campionato. L’altra data disponibile, infatti, sarebbe quella del 20 giugno. Andando oltre si rischia di non avere il tempo per portare a termine la Serie A, visto che ad agosto si dovrebbero giocare Europa League e Champions League.

Serie A, B e Lega Pro, tutte le date

Serie A contro play off e play out

Ronaldo, Lazio-Juventus

In questi giorni sono state fatte anche ipotesi alternative per portare a termine il campionato di Serie A. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, infatti, da tempo chiede un piano B qualora non si potessero giocare le 38 giornate. Proprio per questo motivo la Figc, nel comunicato diramato qualche giorno fa, ha illustrato il piano per portare al termine questa stagione, parlando anche di un piano alternativo rispetto a quello principale. Piano che risponde al nome di play off e play out, non specificando la modalità. Si è parlato di play off scudetto a 4 o 6 squadre e lo stesso dicasi per i play out per stabilire quali squadre retrocederebbero in Serie B. Un piano, comunque, che sarebbe stato bocciato da quasi tutti i club di Serie A. La Lega sembra compatta su questo fronte e difficilmente tornerà sui suoi passi. Se si riprenderà, l’intenzione sarà quella di arrivare fino alla fine e la curva del contagio degli ultimi giorni lascia ben sperare.

I motivi

Sarebbero tre i motivi principali che avrebbero portato i club di Serie A ad essere contrari all’ipotesi play off e play out. Il primo economico, visto che una riduzione delle partite da giocare porterebbe le tv licenziatarie dei diritti (Sky, DAZN e Img) a chiedere uno scontro sull’ultima tranche da pagare. Il secondo motivo riguarda gli investimenti che i club hanno fatto a gennaio. Sforzi importanti per rinforzare le rose con elementi che andrebbero a giocare meno partite di quanto si era programmato. Il terzo motivo, non meno importante, riguarda il calendario. A metà del girone di ritorno, c’è chi ha già affrontato tutte le big del campionato, chi ha dinanzi a sé un calendario più ostico e chi invece meno complicato. Difficile trovare una quadra e per questo sembra impossibile pensare ai play off e ai play out.

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