In Inghilterra si discute sulla possibile ripresa della Premier League. Come in Italia, anche lì ci sono pareri discordanti. Ieri, però, si è tenuta una riunione importante in cui i club hanno ribadito la propria volontà di portare a termine la stagione 2019-2020. Non ci sono ancora date ufficiali, nonostante inizialmente si fosse ipotizzata una ripresa ad inizio giugno. Un po’ come la Serie A, che potrebbe riprendere gli allenamenti a metà maggio, con inizio del campionato previsto, eventualmente, a metà giugno.

La nota ufficiale della Premier League

Bernardo Silva e Robertson, Liverpool-Manchester-City

La Premier League ha diramato una nota ufficiale sul possibile proseguo della stagione:

“La Lega e i club stanno prendendo in considerazione i primi tentativi per la ripresa e torneranno ad allenarsi e giocare solo con la guida del governo, dopo la consulenza medica di esperti e previa consultazione di giocatori e dirigenti – si legge nella nota -. La Lega ha accolto con favore la creazione del gruppo di lavoro medico del governo per un ritorno dello sport d’élite, che si è riunito per la prima volta questa mattina. Non sono state prese decisioni in occasione dell’assemblea degli azionisti di oggi e i club hanno scambiato opinioni sulle informazioni fornite in merito al “riavvio del progetto”. È stato concordato che PFA, LMA, i giocatori e i dirigenti sono fondamentali per questo processo e saranno ulteriormente consultati. I club hanno riconfermato il loro impegno a terminare la stagione 2019/20, mantenendo l’integrità della competizione e hanno accolto con favore il sostegno del governo”.

Giocatori perplessi

Chi sarebbe perplesso sulla ripresa della Premier League sono proprio i giocatori. C’è timore per quanto sta succedendo nel mondo intero e chiedono garanzie a riguardo. Ai microfoni della Bbc, proprio Sergio Aguero si è esposto in prima persona, dando voce al pensiero dei suoi colleghi:

“Anche i giocatori hanno famiglia, figli, genitori. Quando anche dovessimo ricominciare, mi immagino che ci sarebbe molta tensione, saremmo tutti molto attenti ma nel momento in cui qualcuno dovesse star male cosa succederebbe? Tutti ci chiederemmo cosa stia accadendo”.

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