La Premier League, così come tutti gli altri campionati in tutto il mondo, sta facendo i conti con l’emergenza relativa al Coronavirus. Anche in Inghilterra, infatti, si è fermato tutto da quasi due settimane, in attesa che la situazione migliori. Almeno fino al 30 aprile non riprenderà l’attività ed è probabile che si possa tornare in campo non prima di fine maggio. Una data molto simile a quella paventata per il campionato italiano negli ultimi giorni. In Inghilterra, però la Federazione si sta interrogando su quelle che potrebbero essere le soluzioni per concludere la competizione.

Premier League come Mondiale per Club

Bernardo Silva e Robertson, Liverpool-Manchester-City

La Premier League sta cercando delle soluzioni per riuscire a concludere la stagione. I club, infatti, vorrebbero arrivare al termine per cercare di diminuire il danno economico che sicuramente porterà la Pandemia. Per questo motivo sta prendendo quota l’ipotesi di un format molto simile al Mondiale per Club. Le venti squadre sarebbero isolate in ritiro e le partite verrebbero giocate a porte chiuse tra giugno e luglio. Partite che si disputerebbero in un numero limitati di casi. L’idea è di confinare le squadre, organizzando lunghi ritiri in resort isolati. Luoghi dai quali giocatori, staff tecnico e dirigenti uscirebbero solo in occasione delle partite, così da minimizzare i rischio di contagi. Anche in Inghilterra, infatti, come in Italia, ci sono stati casi di contagi tra le squadre della massima serie. In particolar modo, i primi sono stati Hudson-Odoi del Chelsea e il tecnico dell’Arsenal, Arteta.

I dubbi

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Tutti i giocatori, come la Federazione, vogliono portare al termine il campionato di Premier League. Le novantadue partite restanti da qui al termine del campionato verrebbero trasmesse in chiaro. Nonostante le parti sembrano essere d’accordo, sorgono dei dubbi sull’ordine morale, visto che il calcio non sarebbe un’attività essenziale in questo momento. E come fa notare qualcuno, se un giocatore subisse un grave infortunio, graverebbe sul sistema sanitario, occupando medici e infermieri proprio nel mezzo di un’emergenza sanitaria di livello nazionale. Proprio per questo motivo, una ripresa sarà comunque legata ad un miglioramento del numero dei contagi.

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