Quella di quest’anno è stata la stagione che ha consacrato nella storia del Napoli l’attaccante belga, Dries Mertens. Pur non essendo ancora terminata l’annata, infatti, il giocatore ha già scritto la storia diventando il miglior marcatore di sempre. Decisivo il gol contro il Barcellona, nell’andata degli ottavi di finale di Champions League finita 1-1, che lo ha portato a quota 121 reti, agganciando Marek Hamsik. Ora, però, il suo futuro è in bilico tra i partenopei e una nuova avventura, in Italia o all’estero.

Il Napoli blinda Fabian Ruiz

Napoli, incognita Mertens

Mertens-Messi, Napoli-Barcellona

Quest’oggi Dries Mertens compie 33 anni. Quella del belga è stata una stagione condizionata da qualche problema fisico che, però, non gli ha impedito di entrare nella storia del Napoli come miglior marcatore di sempre. Il suo contratto è in scadenza al termine di questa stagione e i tifosi azzurri sperano nella sua permanenza. A inizio marzo c’è stato un incontro per il rinnovo con il patron, Aurelio De Laurentiis. Sul piatto è stato messo un biennale da 4 milioni di euro a stagione più un bonus da 2 milioni alla firma. Il classe 1987 si è preso del tempo ma la fumata bianca non è ancora arrivata. Su di lui ci sono anche Inter e Chelsea, con i nerazzurri che hanno fatto i passi più concreti. Ausilio e Marotta, infatti, lo hanno individuato come il sostituto ideale di Sanchez e hanno proposto un contratto biennale con opzione per il terzo anno a 6 milioni di euro a stagione. L’ultima parola spetterà a Mertens, con il belga che dovrà decidere se chiudere la propria carriera all’ombra del Vesuvio o provare una nuova esperienza.

Tampone per Mertens

Il Napoli sta effettuando gli ultimi controlli prima di riprendere gli allenamenti. Per questo motivo anche Dries Mertens ha effettuato il tampone in questi giorni, come svelato in un’intervista a Voetbalkrant:

“Posso confermarlo, ho fatto il tampone nelle ultime ore. Vi posso raccontare che un infermiere è venuto alla mia porta e si è un po’ divertito nel vedermi di persona, perché sua figlia è una mia grande fan. Gli ho detto: “No, ti assicuro… sono io un tuo fan, perché rispetto quello che fai”, sono state queste le mie parole. All’infermiere ho anche chiesto: “Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto fare, in questo periodo?”. Mi ha risposto: “La difficoltà maggiore sta nel non poter riabbracciare i miei figli tornando a casa, perché lavoro in un ospedale”. Ho pensato che fosse una storia veramente triste. Diamo una mano, aiutiamo nella raccolta delle mascherine di protezione. Speriamo che il tutto finisca il prima possibile”.

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