Vigilia di Champions League per il Napoli, che domani affronterà il Barcellona allo stadio San Paolo nel match valido per l’andata degli ottavi di finale. Azzurri che sulla carta partono sfavoriti, visto che di fronte c’è una delle squadre candidate ad arrivare in fondo a questa competizione. La squadra di Gennaro Gattuso, però, sembra in ripresa venendo da sei vittorie nelle ultime sette partite. Ora è tornata in lotta anche per un piazzamento europeo.

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Napoli, la conferenza stampa di Gattuso

Il tecnico del Napoli, Gennaro Gattuso, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Barcellona. Questi tutti i temi trattati dall’allenatore azzurro:

Su Insigne: “Non scopro io la sua tecnica, ma non avendo grande fisicità, ha un motore importante, fa 12km, ripiega, è intelligente tatticamente, deve migliorare da capitano nell’essere coerente su tutto quello che fa, farsi sentire, non parlare sempre, ma quelle poche volte entrare nell’anima, un qualcosa che deve migliorare. Mi ha sorpreso perchè è molto intelligente, non solo quando ha la palla”.

Come sarà soddisfatto: “Ci sarà da subire, lo subiscono tutti, ma che giochi a test alta, senza paura pur rispettando l’avversario”.

Carriera: “Stamattina ho ripensato a tutto ciò che ho fatto, ho pensato Creta, Sion, Pisa, tutti i sacrifici per giocare una gara così importante. Ho chiamato il Gattuso allenatore, non quello giocatore, con tutte le problematiche avute. E pure se non ci siamo arrivati noi qui, come gruppo di lavoro ce lo siamo meritati”.

Come conquistare la squadra: “Col lavoro quotidiano, la coerenza, far vedere che ciò che proponi ha un senso, la cosa più brutta è dire a quei 3-4 giocatori fuori lista che non ci saranno”.

Differenza tra preparare la gara da giocatore o da allenatore: “Nettamente più difficile oggi. Col Barcellona negli ultimi anni quando finiva la gara ci dicevamo ‘noi facciamo un altro sport’, avevamo vinto anche tanto, ma facevamo tante corse e Xavi e compagni non te la facevano prendere, per 4-5 giorni dicevi ma come facciamo a giocare a calcio, quegli anni il Barça portò qualcosa di nuovo”.

Che Napoli vuole: “Senza paura, in casa abbiamo fatto partite sciagurate, voglio vedere una squadra che sappia soffrire, mettendo da parte la tensione, senza gente che fa i vigili con le mani su chi sbaglia qualcosa”.

Messi e il Barcellona

Messi, Barcellona

Il tecnico del Napoli si è soffermato molto su Leo Messi e sul Barcellona:

Su Messi: “Ho letto gabbia, non gabbia, ma noi dobbiamo giocare di collettivo. Messi è un grande, pure Lorenzo ha detto che è il più grande, lo è da anni, ma è il migliore per come ha vissuto tutta la sua carriera, è un esempio mondiale, per i bambini, sempre perfetto, importante per lo sport. L?unica anomalia è essersi fatto crescere la barba, per farti capire (ride, ndr). Fa cose impensabili ma da anni è il più grande di sempre”.

Messi o Maradona: “Diego è il dio del calcio, mica devo dirlo io, ma non l’ho visto da vicino, ma l’ho seguito e so che è stato tra i più grandi, ora vedo fare a Messi robe che faceva Diego, mi sono perso qualcosa di meraviglioso”.

La filosofia del Barcellona: “Tutti parlano di 14 giocatori convocati e poi una banda di ragazzini, io vi invito a guardare che qualità hanno, che metolodogia hanno. Setien lo spio da 5 anni da quando era a Las Palmas, poi il Betis l’ho beccato in Europa League, è una persona che ha una grande visione del calcio, palleggia ma allo stesso tempo c’è anche una fase difensiva all’interno, lo rispetto molto, è un grande allenatore, e rispetto la cultura del Barcellona”.

I miglioramenti del Barça: “Con Setien sto rivedendo il Barcellona che non si vedeva da 2-3 anni, col palleggio ma anche la riconquista immediata. Se vai a pressarli alti, loro giocano con 11 uomini col portiere, non si può fare la pressione alta, in Spagna vanno a prenderli a uomo ma c’è sempre superiorità perché il loro portiere è un play. Impressionante l’attacco allo spazio mentre palleggiano, ti fanno male subito”.

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