Uno dei giocatori che ha fatto maggiormente discutere in casa Milan in questi ultimi anni è stato sicuramente Suso. L’esterno spagnolo è stato discontinui con il suo rendimento ma è stato sicuramente uno dei pochi a fare la differenza in determinate circostanze. Quest’anno, però, è arrivato alla fine di un ciclo, avendo rotto anche con i propri tifosi. Il tecnico, Stefano Pioli, poi, passando al 4-4-2 lo ha relegato in panchina, preferendogli Castillejo.

Milan, Suso verso la permanenza al Siviglia

Suso e Calabria, esultanza Milan

Una delle cessioni illustre realizzate dal Milan a gennaio è stata quella di Suso al Siviglia. Lo spagnolo in rossonero non trovava più spazio e per questo ha deciso di andare via. Operazione importante per il club per cercare di sistemare il bilancio. Il club lusitano lo ha prelevato in prestito oneroso con diritto di riscatto in un’operazione complessiva da 21 milioni di euro. Prestito di 18 mesi, che potrebbe diventare obbligo qualora il Siviglia dovesse qualificarsi alla prossima edizione della Champions League. I rossoneri, comunque, realizzeranno una plusvalenza importante con la sua cessione visto che lo hanno acquistato a poco più di 1 milione di euro dal Liverpool a gennaio del 2015.

Il mancato trasferimento all’Inter

Suso è rimasto molto legato ai colori del Milan. Lo spagnolo non ha nascosto la possibilità di tornare in rossonero, intervistato ai microfoni di Sky Sport:

“Sono molto allenato a Milano e al calcio italiano, a tutto quello che riguarda l’Italia. Mi ha fatto diventare un giocatore. Mi piacerebbe tornare lì. Ho passato sei mesi bellissimi”.

Il mancato trasferimento all’Inter: “Se è vero che mi ha cercato l’Inter e sono stato vicino ai nerazzurri quando c’era Spalletti? E’ vero che avevamo parlato con Monchi della Roma, ma non era un discorso reale. Con l’Inter invece c’era stata un’offerta ed è vero che avevo parlato con Spalletti. Voleva andassi all’Inter, mi aveva detto che sarei stato un giocatore importante e che sarei diventato con lui un calciatore migliore. Giocavano benissimo in quel momento. Il loro sistema di gioco si adattava benissimo a me e lui era un grande allenatore. Ma mi spiaceva cambiare squadra. In Spagna è brutto cambiare da una squadra all’altra. Non cambiavo casa e non avrei dovuto fare il trasloco”.

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