La Bundesliga è stato il primo tra i principali campionati europei a ripartire dopo lo stop forzato per l’emergenza relativa al Coronavirus, arrivato a inizio marzo. Ma quello tedesco non sarà l’unico campionato a tornare in campo. Anche la Premier League e la Liga stanno studiando il piano per la ripresa, così come la Serie A. Francia, Belgio e Olanda, dunque, potrebbero essere gli unici campionati ad aver decretato lo stop definitivo con largo anticipo. Situazione che porterà diversi ricorsi, come già preannunciato dalle parti coinvolte.

La ripartenza della Liga

La Liga si prepara a tornare in campo. Sono ripresi gli allenamenti e presto potrebbe essere comunicata una data ufficiale. Non è esclusa la soluzione di giocare tutti i giorni, con riposo massimo di 72 ore delle varie squadre. In questo modo si potrebbe tornare in campo anche a fine giugno, con la chiusura del campionato spagnolo poi a fine luglio, concentrandosi successivamente sulle competizioni europee, Champions League ed Europa League, che si giocheranno nel mese di agosto. Il tecnico del Villarreal, Javi Calleja, ai microfoni di Movistar Tv ha svelato un’altra possibile data:

“La Bundesliga è l’esempio da seguire. Fa effetto vedere gli stadi vuoti o le misure di sicurezza, ma questa è la strada giusta. Il 12 giugno sarebbe una data ideale per la ripresa della Liga secondo me, avremmo due o tre settimane per allenarci con tutta la squadra e arriveremmo pronti. I miei giocatori comunque stanno già abbastanza bene, forse meglio che dopo il classico ritiro estivo”.

Timore in Premier League

Klopp, allenatore Liverpool

Qualche timore in più sembra esserci in Inghilterra, dove la Premier League è divisa sulla ripartenza. Giocatori e alcuni club sarebbero contrari e timorosi. Nonostante ciò, il ritorno in campo potrebbe avvenire il 12 giugno. A svelare ciò il tecnico Sam Allardyce sulle pagine del Times:

“Riportare il calcio in piedi è la più grande sfida che il calcio inglese dovrà affrontare. Rimettere in forma i giocatori in quattro settimane è possibile, ma è l’ultimo dei problemi. La vera sfida è quella mentale. Vanno rassicurati che non ci saranno ripercussioni nel caso trovassero troppo difficile giocare. Odierei se qualcuno venisse schernito nel caso dicesse: ‘Non sono in grado di giocare’. Nessuno può essere messo sotto indebita pressione per giocare”.

Le ultime notizie sulla Liga

Le ultime notizie sulla Premier League