La Lazio ha messo in bacheca la settima Coppa Italia della propria storia, battendo l’Atalanta mercoledì scorso all’Olimpico. Un successo importante per la storia del club e perché consente di accedere direttamente alla fase a gironi dell’Europa League. Ma anche dall’importante risvolto economico, per complessivi 10 milioni di euro considerando tutti gli introiti annessi alla vittoria. Ossia 5,3 milioni dai diritti tv, più incasso del botteghino (circa 1,6 milioni), più il bonus Supercoppa da giocare contro la Juventus. Senza dimenticare l’accesso all’Europa League che vale altri 10 milioni di euro.

Lotito e il futuro di Simone Inzaghi

Una Lazio però già proiettata al futuro e alla prossima stagione. Ma questa avrà ancora Simone Inzaghi protagonista in panchina? Ai microfoni de Il Corriere dello Sport, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha commentato i rumors sul possibile interessamento della Juventus per il proprio tecnico: “Non mi fascio la testa prima di rompermela. Abbiamo intrapreso un percorso insieme a lui, Tare e Peruzzi. La società è in forte crescita non soltanto economica, ma strutturale e di mentalità. C’è la voglia di dimostrare che con la professionalità, la volontà, la determinazione e lo spirito di sacrificio si possono raggiungere gli obiettivi.

Oggi la Juventus è un punto d’arrivo, ma perchè non può esserlo la Lazio? Se viene a Formello ho fatto tutta una serie di investimenti perchè mi è stato chiesto da lui e da Tare. Questa nostra società, indiependentemente dai fatturati, ha delle professionalità che non tutti hanno. L’abbiamo dimostrato e lo dimostreremo. Per quanto riguarda la politica sportiva la Lazio non è l’ultima ruota del carro”.

Lazio, il calciomercato estivo 2019

Tra i tanti temi trattati, anche quello relativo al mercato estivo. Milinkovic-Savic resterà alla Lazio. Lotito risponde così: “Lui è il miglior centrocampista del campionato italiano. Ha margini di crescita perchè è un ragazzo giovane. La valutazione non è legata solo alle qualità, ma anche alle potenzialità che ha nell’inserimento in un determinato contesto. Non è soltanto un discorso economico, altrimenti l’avrei venduto.

Gli acquisti? Io faccio il presidente, nè il ds o l’allenatore. Il processo di acquisto parte dai dialoghi tra ds e allenatore, poi il ds parla con me e vediamo se è possibile soddisfare le richieste. Io oggi non posso indicare eventuali acquisti, perchè scavalcherei i ruoli. La nostra società è come un’orchestra, io sono il maestro e devo far coniugare l’operato di tutti. Noi facciamo un quadro d’insieme e scegliamo i profili, ovviamente io indico la compatibilità.

Il primo acquisto è Adekanye? Certo, per noi non è una scommessa ma un investimento. Quando facciamo delle scelte le facciamo a ragion veduta. Poi gli stranieri hanno bisogno di un periodo di ambientamento, vedi Luis Alberto e MIlinkovic. Certo poi il ds e l’allenatore devono ammorbidire questo adattamento, perchè l’allenatore vuole giocatori pronti subito e lì parte la dialettica. La società deve pensare al futuro e la nostra capacità è stata di individuare profili che soddisfino tutte le esigenze e qui comincia la concertazione tra le componenti”.

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