In Italia sembra si sia trovata l’intesa per la ripartenza dei campionati di Serie A, Serie B e Lega Pro. Il massimo campionato potrebbe ripartire il 13 o il 20 giugno e la data ufficiale sarà comunicata il 28 maggio. Gli altri campionati, invece, potrebbero ripartire a fine giugno. Intesa che era tutt’altro che scontata viste le polemiche delle scorse settimane. Si dovrebbe giocare ogni tre giorni, con il campionato di Serie A che si concluderebbe il 2 agosto. In quel mese, poi, si giocheranno le competizioni europee, Champions League ed Europa League. L’inizio della prossima stagione è previsto subito dopo, il 1 settembre ma è probabile che siano concessi almeno 15 giorni di stop ai giocatori.

Mancini per la ripartenza del calcio in Italia

Il commissario tecnico dell’Italia, Roberto Mancini, si è schierato a favore della ripartenza del calcio. Questo nonostante il rischio di ritrovarsi giocatori stanchi al termine della prossima stagione, visto che non ci si fermerà praticamente mai. Gli Europei, infatti, si giocheranno la prossima estate e gli azzurri sono tra i grandi favoriti ad arrivare fino in fondo alla competizione. Queste le parole rilasciate dal ct italiano ai microfoni di Roma Radio:

“Io non vorrei dire nulla che mi sembra ci sia un gran caos. Se dovessi parlare da allenatore della Nazionale spererei che si finisse qui per ricominciare con calma. Il prossimo anno ci saranno una serie infinite di partite e potrebbero arrivare stanchi i giocatori. La mia speranza, però, è comunque che si possa riprendere”.

Il motivo

Mancini, allenatore Italia

Il ct dell’Italia, Roberto Mancini, ha anche spiegato il motivo per cui è favorevole alla ripartenza del calcio. C’è un fattore, infatti, che non passa inosservato agli occhi dell’ex tecnico di Inter, Galatasaray e Manchester City:

“Non è facile, ma penso questo: mi sembra che nel calcio ci siano stati veramente pochi giocatori che sono stati infettati dal virus. Questo significa che non è così semplice infettarci tra di noi giocando all’aperta. Io spero le mascherine scompaiano al più presto. Certo è diverso il calcio senza pubblico, è un calcio un po’ particolare”.

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