Italia, Barella: ‘Giocare con Verratti e Jorginho un vantaggio’

    Il centrocampista del Cagliari e della Nazionale italiana ha parlato del modo di giocare della Nazionale e del suo futuro

    21

    Giornata di conferenza stampa per il centrocampista del Cagliari e dell’Italia, Nicolò Barella. Il classe 1997 sembra essere già un pilastro della Nazionale di Roberto Mancini e anche nella prossima gara contro la Finlandia dovrebbe essere in campo dal primo minuto. Al suo fianco ci saranno due registi come Verratti e Jorginho. Il calciatore rossoblu, inoltre, potrebbe essere uno di quelli che infiammeranno la prossima sessione di calciomercato. Su di lui ci sono Inter e Napoli, con i nerazzurri in pole position in questo momento.

    Italia, la conferenza stampa di Barella

    Il centrocampista della Nazionale italiana, Nicolò Barella, ha parlato in conferenza stampa delle prossime sfide dell’Italia, soffermandosi anche sul capitolo Cagliari:

    Le responsabilità: “Le sento a Cagliari, perché gioisco per le vittorie e mi sento male per le sconfitte. Io do tutto sia con la Nazionale che con il Cagliari, oppure con gli amici. Mi impegno sempre al massimo, poi la responsabilità la sento in azzurro. Qui è più facile e mi mettono in condizione di fare meglio”.

    Giocare con due registi: “Giocare con Jorginho e Verratti, oppure chiunque sia, è solo un vantaggio. Sono dei grandi campioni, danno una mano, cerco di fare più lavoro fra le linee e loro di impostare. Mi danno più libertà nel gioco, poi do tutto e torno anche indietro, non rimango fra le linee. Riesco a svariare, sono più libero”.

    Su Jorginho e Verratti: “A me piace recuperare il pallone, con Jorginho è difficile perché vede prima la giocata, parlo di trenta secondi prima, non cinque. Invece Verratti non perde mai la palla, ha passi molto rapidi”.

    L’Under 21: “Credo sia una grande squadra, hanno molte presenze in Serie A, chi in Serie B, ci hanno fatto crescere bene. Il mister ci ha dato, tra me, Kean, Pellegrini, Chiesa, ci ha fatto crescere e arriveremo pronti all’Europeo”.

    Ambiente in Nazionale: “Posso dire come è ora. Il mister ci lascia molto tranquilli, anche in campo, ci lascia divertire. Ci fa giocare a calcio che, alla fine, è quello che dobbiamo fare. Ci troviamo bene, andiamo tutti d’accordo per ora, va bene così”.

    Capitolo Cagliari e nuovo Nainggolan

    Dove crescere: “Aiutare la squadra con i gol è qualcosa che mi manca, l’anno scorso ne ho fatti 7, quest’anno 1, devo migliorare in quello. Forse prendo troppe ammonizioni, ho l’etichetta del cattivo e non me la sento. Alle volte portano a fare giocate e dei falli che potrei evitare”.

    Voci di mercato: “Non ho mai parlato con la società, ho dato la promessa di rimanere al Cagliari fino al termine della stagione, l’ho mantenuta. Le voci fanno piacere perché vuol dire che sto lavorando bene”.

    Processo di maturazione: “Ora sono più tranquillo, penso più a fare la giocata migliore per la squadra che non per me. La collocazione in campo mi porta a fare scelte migliori, è più semplice mandare in porta gli attaccanti”.

    Il nuovo Nainggolan: “Sarebbe un complimento, perché lui è uno dei tre centrocampisti più forti della Serie A. Siamo anche amici, quindi sarà contento anche lui. Abbiamo caratteristiche diverse, lui ha più forza fisica, io sono più brevilineo. Ci accomuna la scivolata”.

    Bandiera del Cagliari: “Ci ho pensato, però non ti so rispondere ora, non so cosa succederà nella mia vita calcistica. Gigi Riva per voi è un punto di riferimento, ancora di più per noi cagliaritani. La squadra del cuore, dove sono cresciuto, è una delle persone più importanti del calcio cagliaritano. Non ti so rispondere, ma certo che ci ho pensato”.