Il grande tormentone di calciomercato la scorsa estate è stato sicuramente quello relativo al futuro di Mauro Icardi. Il centravanti argentino non rientrava nei piani dell’Inter, che lo ha messo pubblicamente sul mercato. L’ex capitano, però, non aveva intenzione di muoversi da Milano e solo l’ultimo giorno ha deciso di accettare la cessione, in prestito con diritto di riscatto fissato a 70 milioni di euro al Paris Saint Germain. Prima di ciò, però, il giocatore ha dovuto firmare il rinnovo di contratto con il club meneghino, prolungandolo di un’altra stagione, fino al 2022, per non rischiare di tornare a Milano a dodici mesi dalla scadenza.

Icardi e il capitolo Inter

Mauro Icardi è tornato a parlare e lo ha fatto in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Il centravanti argentino è tornato inevitabilmente sulla sua avventura all’Inter. Queste le sue parole:

Su una possibile sfida in Champions: “La vivrò nel migliore dei modi. Se toccherà a me andare in campo, da professionista darò il massimo per difendere la mia nuova maglia”.

L’Inter può vincere lo scudetto: “Sì, l’Inter ha ormai un allenatore come Conte che vuole vincere e giocatori che vogliono altrettanto. Spetta a loro continuare il lavoro che abbiamo cercato di fare anche noi prima per ridurre il gap con la Juve, che rimane comunque al top”.

La possibilità di restare al Psg: “Per quest’anno sono al Psg e il mio obiettivo è dare il massimo per questa maglia. Poi a fine campionato, verso maggio o giugno, vedremo che succede. È ancora presto per dire qualcosa”.

Su Lukaku: “Non mi sembra Lukaku stia vivendo un momento di difficoltà. Anzi, mi pare abbia iniziato bene, segnando subito un paio di gol. Poi anche lui si è infortunato e magari questo fatto ha sollevato le solite critiche, anche perché Lukaku rappresenta un grande investimento della società, ed è stato fortemente voluto da Conte, e deve dimostrare di essere all’altezza delle aspettative. Ma non è facile per nessuno giocare in Italia. La Serie A è il campionato più difensivo in Europa. Magari ha bisogno di un po’ più di tempo per ambientarsi, ma è uno che ha già segnato molto in carriera. Di gol ne farà ancora. Capita a tutti di attraversare un momento meno brillante. Poi quando riparti, non ti fermi più”.

Capitolo Psg

Mauro Icardi, PSG

L’ex capitano dell’Inter ha parlato anche del suo ambientamento al Psg:

“Non mi aspettavo neppure tanto affetto da parte dei tifosi, mi hanno accolto bene fin dal primo riscaldamento al Parco dei Principi. Ho avuto poi la fortuna di giocare subito contro il Real Madrid, prima di un lieve infortunio. Ora sto bene, la macchina è ripartita, anche se devo continuare a lavorare perché ho avuto un periodo estivo complicato e non ero al cento per cento quando sono arrivato a Parigi”.

Attacco impressionante: “Neymar, Mbappé, Cavani sono tutti molto forti. Fa piacere giocare con dei fuoriclasse che cambiano le partite anche all’ultimo minuto, come fa Neymar. Li sto scoprendo un po’ per volta. Anche fuori dal campo. Con Mbappé per esempio sono andato insieme a vedere una partita a Lione. Ma in realtà qui ho trovato un ottimo gruppo. In spogliatoio si parla anche spagnolo, il che aiuta molto”.

Feeling con Verratti: “Marco l’ho sentito anche prima di arrivare a Parigi e mi ha dato una mano per ambientarmi. Insieme parliamo in italiano. È normale che in campo si noti questa intesa”.

La concorrenza con Cavani: “È concorrenza positiva. In questo periodo Edy era infortunato per cui ho avuto la possibilità di giocare subito. Ma quando tornerà a disposizione, toccherà all’allenatore scegliere il migliore da mandare in campo, in funzione della partita e delle caratteristiche di ciascuno. Con Edy ho un ottimo rapporto, non c’è rivalità, solo sana concorrenza”.

Rapporto con il nuovo allenatore: “Tuchel è conviviale con i giocatori, ci parla molto, scherza, e ha cercato di mettermi a mio agio fin dal primo giorno. Penso di avergli fatto una buona impressione. Poi è ovvio mi chieda di fare gol. E comunque mi alleno duramente per dimostrargli di essere all’altezza del Psg”.

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