In casa Inter comincia ufficialmente l’avventura di Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra. Il tecnico ha lasciato la Lazio per firmare un contratto biennale, fino a giugno 2023, con opzione per il terzo anno, a quasi 4 milioni di euro a stagione, bonus inclusi. L’allenatore avrà l’arduo compito di non far rimpiangere Antonio Conte, che ha rescisso il proprio contratto con il club meneghino dinanzi ad una buonuscita da 7 milioni di euro.

Inter, Inzaghi si presenta

Simone Inzaghi, allenatore Lazio

L’Inter ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo allenatore, Simone Inzaghi, che avrà il compito di difendere il titolo di Campioni d’Italia:

“Le motivazioni mi hanno spinto verso questo cambiamento, ho trovato persone che mi hanno fatto capire di volermi a tutti i costi. Come ho scritto nella lettera, per me sono stati 22 anni molto intensi. Ho ringraziato l’ambiente e il direttore: ho avuto la fortuna di vincere da giocatore, da allenatore delle giovanili e della prima squadra, di meglio non potevo chiedere. Ma, dopo aver ricevuto già delle richieste in questi anni, ora era arrivato il momento di cambiare ed eccomi qua. Ci saranno delle difficoltà e faremo di tutto per difendere il titolo di campioni d’Italia, intanto faccio i complimenti a mister Conte e alla squadra per averlo ottenuto”.

Grande entusiasmo: “C’è grandissimo entusiasmo per questa nuova avventura. Davanti ho un lavoro importante, ma per me è una grandissima sfida in cui avrò l’appoggio della società. Il presidente Zhang e i dirigenti mi hanno convinto subito dimostrando grande motivazione nel volermi”.

Questione mercato

Simone Inzaghi, allenatore Lazio

Il nuovo tecnico dell’Inter si è soffermato anche sulle vicende di mercato:

La cessione di Hakimi: “Lo sapevo già, la partenza era preventivata anche se dolorosa. Era richiesto in tutta Europa e c’erano esigenze di bilancio, ma mi è stato promesso che la squadra resterà competitiva e gli altri giocatori più importanti rimarranno. Sappiamo dove intervenire, nel mio modo di intendere il calcio gli esterni sono fondamentali. Puntiamo a fare un percorso in Champions migliore perché so che dal 2011 l’Inter non va agli ottavi”.

Su Eriksen e l’arrivo di Calhanoglu: “L’ho sentito prima dell’Europeo, dopo quello episodio non ci ho parlato. Mi è dispiaciuto tantissimo perché contavo tanto su di lui. Avrà bisogno dei suoi tempi, ma la società è stata attenta a cogliere l’opportunità di Calhanoglu. Christian deve stare tranquillo e riposarsi, io come allenatore lo aspetterò a braccia aperte”.

Capitolo esterni: “Dimarco ha fatto bene a Verona, è cresciuto nel settore giovanile e ne siamo orgogliosi. Ci puntiamo sia io che la società. Perisic da esterno ha fatto molto bene l’anno scorso, purtroppo ha preso il Covid. Lo aspetto a braccia aperte, ma farà bene”.

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