Uno dei giocatori su cui l’Inter punterà la prossima stagione è certamente Kwadwo Asamoah. Arrivato l’estate scorsa a parametro zero, dopo essere andato in scadenza di contratto con la Juventus, sarà sicuramente uno degli elementi su cui il nuovo tecnico, Antonio Conte, punterà. Inoltre, il fatto di aver già lavorato con lui potrebbe aiutare lo spogliatoio a capire i metodi del nuovo allenatore. Proprio insieme a lui, infatti, la Juventus ha dato il via al dominio che in Italia dura da sette anni e che la società nerazzurra si augura di interrompere quanto prima.

Inter, Asamoah e i metodi di Conte

Il terzino ghanese dell’Inter, Kwadwo Asamoah, ha parlato dell’approdo del nuovo tecnico, Antonio Conte, ai microfoni del giornalista, Gary Al Smith, sottolineando anche una differenza importante rispetto a Massimiliano Allegri. Queste le sue parole:

“E’ molto aggressivo e non molla mai anche se vincevamo sempre, lui non molla mai, anche quando eravamo campioni e la stagione era finita. Al secondo anno abbiamo vinto lo scudetto, mancavano 6 gare alla fine e in tutto il mondo quando hai vinto molli un po’ in allenamento, hai più giorni di riposo ma lui non mollava mai. Voleva vincere tutte le partite per arrivare a un punto che nessuno poteva mai raggiungere in Italia. E’ un allenatore che sia nelle buone che nelle cattive situazioni non molla mai. I compagni che hanno giocato con lui ci dicevano che era così anche da calciatore. Quando c’erano i giorni liberi, lui andava comunque ad allenarsi. E questa cosa l’ha portata anche nel suo modo di allenare. Con lui devi sempre dare il massimo. Quando c’erano gli allenamenti fisici e magari non riuscivi a portarli a termine per problemi fisici o perché non stavi bene, il giorno dopo ti allenavi col gruppo e poi dovevi recuperare le parti che avevi saltato il giorno prima. Te la faceva pagare”.

Differenza con Allegri: “Ogni allenatore ha la sua filosofia. Con Conte non importa chi tu sia, che tu abbia vinto l’anno prima, o i trofei che tu hai raggiunto. Lui vuole vincere sempre, mira solo a quello e non guarda al passato. Non andrai mai in campo impreparato. Per lui non importa nemmeno che tu sia un giocatore già affermato o un giovane: ti dirà sempre quello che pensa in faccia, davanti a tutti. Non è uno che si fa problemi. Allegri, in questo, è abbastanza differente, dato che a volte preferisce non parlare davanti a tutti con i senatori del gruppo”.

L’addio alla Juventus e l’approdo all’Inter

Addio ai bianconeri: “Ho deciso di lasciare i bianconeri un mese, un mese e mezzo prima della fine della stagione (2017-18, ndr). Per me è stata una decisione molto difficile dopo sei anni fatti di trofei e ottime relazioni con la squadra, con i tifosi e tutto l’ambiente. E’ stato complicato dire a tutti che me ne sarei andato. Non riuscivo a dormire per questo. Ma ho dovuto prendere una decisione importante per la mia famiglia e per la mia carriera. Ma la mia situazione non era più quella del mio arrivo alla Juventus, avevo molte più difficoltà. Dunque, avevo bisogno di una nuova sfida per la mia carriera”.

Arrivo all’Inter: “L’Inter per me è una nuova casa, una nuova famiglia e voglio fare sempre del mio meglio. Mi hanno parlato del loro progetto e sono contento di far parte di questa squadra che proverà a vincere lo Scudetto. Siamo una buona squadra, siamo tornati in Champions League e voglio fare tutto per aiutare la squadra”.

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