Il calcio è pronto a ripartire con la Serie A che riprenderà il 20 e 21 giugno con i recuperi delle quattro partite rinviate della venticinquesima giornata. C’era ancora incertezza su quando si sarebbe giocata la Coppa Italia. La Lega, infatti, l’altro giorno ha pubblicato il calendario di tutte le partite di campionato in programma fino alla trentacinquesima giornata, non sbilanciandosi sulle due semifinali, Napoli-Inter e Juventus-Milan. Il Ministro dello Sport, Spadafora, ha sciolto ogni dubbio in queste ore.

Le date di semifinale e finale di coppa Italia

Ronaldo-Castillejo, Milan-Juventus

Se ne parlava da qualche giorno ma ora c’è l’ufficialità. Il calcio italiano ripartirà con le due semifinali di Coppa Italia, Napoli-Inter e Juventus-Milan. Le due gare si giocheranno il 12 giugno per quanto riguarda la sfida di Torino, mentre allo stadio San Paolo si scenderà in campo sabato 13 giugno. Le due sfide verranno trasmesse in chiaro sulla Rai. Lo stesso succederà con la finale, in programma allo stadio Olimpico di Roma, mercoledì 17 giugno.

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, dunque, ha avallato la richieste dei club di anticipare di un giorno le sfide di Coppa Italia. Assecondata, comunque, la richiesta del Governo, che aveva spinto per giocare le due gare di coppa prima di ripartire con il campionato. L’Inter, dunque, rischia di giocare quattro sfide in poco più di dieci giorni nel caso in cui dovesse qualificarsi in finale.

L’annuncio del Ministro

Trofeo Coppa Italia

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in una diretta su Facebook, ha ufficializzato le date in cui ripartirà la Coppa Italia:

“Avevo chiesto che si potesse partire con la Coppa Italia. Saranno tre partite, semifinale e finale, che saranno mandate in onda dalla Rai. Le semifinali sono state anticipate per avere un calendario fitto, successivo: inizierà il 12 e poi il 13, il 17 la finale di Coppa Italia”.

Arbitri e indennità: “La questione è stata risolta: c’è una dichiarazione resa sulle attività svolte, viene chiesta conferma alle Federazioni, in mancanza di quelle caratteristiche contrattuali che gli arbitri non hanno e che non potevano essere presentate per le indennità. C’erano migliaia di arbitri fuori”.

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