Il ritorno al Cagliari da qualcuno era stato visto come il possibile passo verso il tramonto della sua carriera. In Sardegna, invece, Radja Nainggolan è tornato sui livelli che lo avevano portato ad essere considerato uno dei centrocampisti più forti in Italia e non solo. Il belga è stato ceduto in prestito secco dall’Inter, con gran parte dell’ingaggio, superiore ai 4 milioni di euro, a carico dei rossoblu. Un rendimento al di sopra delle aspettative nella prima parte della stagione, salvo un calo figlio anche del crollo avuto da tutta la squadra da dicembre in poi. La sua permanenza in Sardegna, però, sembra essere tutt’altro che scontata.

Zenga e l’esperimento Nainggolan

Cagliari, a rischio la permanenza di Nainggolan

In casa Cagliari si comincia a progettare la prossima stagione visto che il campionato è fermo. Una delle incognite più grandi riguarda la permanenza o meno di Radja Nainggolan. Il rendimento del Ninja è stato sicuramente ottimo, avendo realizzato cinque reti e collezionato cinque assist in 21 presenze. Qualora il campionato dovesse riprendere, dunque, il giocatore potrebbe anche puntare ad arrivare in doppia cifra. Il centrocampista belga è arrivato in prestito secco dall’Inter, con gran parte dell’ingaggio pagato dai rossoblu. E proprio l’ingaggio sembra essere l’ostacolo più grande per i sardi. Diverso, invece, il discorso relativo al costo del cartellino. Con i nerazzurri, infatti, si potrebbe discutere di uno sconto sui 25 milioni ancora da pagare per il riscatto di Barella o cercare di inserire nell’affare il cartellino di Nahitan Nandez, altro giocatore che piace molto all’Inter. L’emergenza Coronavirus, inoltre, non ha aiutato e, anzi, rischia di complicare ulteriormente le cose, come ammesso dal patron del Cagliari, Tommaso Giulini:

“Se lui volesse rimanere cercheremo di aprire una trattativa con l’Inter, ma è durissima. Oggettivamente nel mondo del calcio post coronavirus, il Cagliari non può permettersi neanche metà del suo stipendio”.

La ripresa del campionato

Il patron del Cagliari, Tommaso Giulini, ai microfoni di Sky Sport ha parlato anche della possibile ripresa del campionato:

“Non faccio previsioni e farebbe bene un po’ tutti ad evitare proclami e immaginare date. Si è parlato troppo in un momento in cui sarebbe stato più rispettoso e responsabile tacere e attendere vista la situazione e i morti. Quando ci saranno le condizioni sanitarie per riprendere lo faremo. Oggi non ci sono. Piuttosto dovremo ragionare del futuro del calcio, che sinceramente mi preoccupa molto di più. Il mondo avrà per un certo periodo un’economia post bellica in cui cambieranno tutte le dinamiche, anche nel calcio. Parlo di sponsor per i quali mi auguro ci saranno da parte del governo forti agevolazioni fiscali, altrimenti li perderemo. Cambierà il modo di vivere il pallone. Prima a porte chiuse e poi, quando si riapriranno, con abbonamenti a prezzi da rivedere. C’è la partita dei diritti tv da affrontare. I ricavi globalmente saranno inferiori e di questo bisognerà iniziare a parlare per trovare soluzioni non solo a livello italiano ma anche europeo. Servirebbe finalmente un meccanismo di salary cap per le principali leghe europee per evitare che la forbice tra grandi e piccoli club aumenti ancora e difenderci dalla tentazione astrusa di chi propone super leghe e superchampions, che in questo momento decreterebbero la fine delle competizioni nazionali, che invece andranno sostenute dopo il virus”.

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