La Serie A sta studiando tutte le soluzioni possibili per cercare di uscire dall’emergenza relativa al Coronavirus. Non è escluso che il campionato sia terminato con largo anticipo, con congelamento delle posizioni. Si proverà, però, a tornare in campo. Una ripresa, comunque, fissata non prima di inizio maggio per quanto riguarda gli allenamenti. Questo vuole dire che, qualora le cose dovessero migliorare nelle prossime settimane, il campionato riprenderà a fine maggio. Per questo motivo si sta discutendo anche del taglio stipendi. Ieri è uscita la notizia dell’accordo in casa Juventus tra società e giocatori per il taglio di quattro mensilità, da marzo a giugno, qualora la Serie A non dovesse riprendere. Un gesto non isolato, visto che il Cagliari avrebbe anticipato i bianconeri.

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Il Cagliari anticipa la Juventus

La Juventus non sarebbe l’unica ad aver congelato i propri stipendi in attesa di sapere se ripartirà la Serie A. Il Cagliari, infatti, avrebbe anticipato tutti e il 3 marzo avrebbe già trovato un accordo sul possibile taglio. A svelarlo è stato il tecnico dei rossoblu, Walter Zenga, intervistato ai microfoni di Radio Ra1:

“Mi spiace che ci stiamo focalizzando sui soldi e non sul reale problema di tutto, quello di risolvere questo brutto momento. Se l’ente per cui lavorate vi taglia gli stipendi mi dispiace per voi, ma non è la priorità. E’ una cosa secondaria e vi spiego una cosa: nel mio contratto c’è una clausola di buonsenso che riguardava questo periodo, le persone intelligenti fanno così. Io e Giulini quello che ha fatto la Juventus l’abbiamo fatto il 3 di marzo. Leggo di tavole rotonde tra club e AIC, mi sembrava corretto che queste cose venissero pensate un po’ prima”.

La ripresa del campionato

Il tecnico del Cagliari, Walter Zenga, parla anche della possibile ripresa del campionato:

“Mi sembra difficile ipotizzare e prevedere una data, soprattutto perché la situazione non è delineata. La problematica è che si può tranquillamente sforare se le leghe trovano un accordo con la FIFA e le varie federazioni, senza dimenticare che la priorità è tornare alla vita. Un conto è fermarsi un mese e andare in vacanza, un conto è stare in casa due mesi, questo ci cambierà fortemente. Sono ottimista e penso al giorno che tornerà al ristorante o in un cinema”.

Preparazione e vacanze: “La preparazione sarà del tutto differente, servirà allenamento specifico dopo due mesi chiusi in casa. E non ci saranno amichevoli di preparazione. Ci si giocherà un campionato di dodici partite in uno spazio molto ristretto, cambierà del tutto la metodologia di preparazione. E’ un discorso molto complesso e articolato, non ho mai pensato di poter tornare a giocare il tre di maggio, mi sembra una data troppo vicina. Se la FIFA ha dato la disponibilità a posticipare ulteriormente la data del 30 di luglio, secondo potrebbe essere fattibile giocare d’estate e accorciare lo stop tra una stagione e l’altra. Chi se ne frega delle vacanze”.

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