L’emergenza relativa al Coronavirus ha portato all’interruzione di tutti i campionati nel mondo. Uno dei primi a fermarsi è stato quello di Serie A. Essendo stato tra i primi, non è escluso che possa essere tra i primi a riprendere. Si cominciano a fare le ipotesi sulle date ma quella fatta in principio, inizio maggio, sembra essere stata declinata del tutto. Inoltre, c’è da vincere la resistenza di quelle squadre che sarebbero contro la ripresa del campionato. Tra queste c’è il Brescia, con il patron, Massimo Cellino che minaccia di non far scendere in campo la propria squadra in caso di ripresa.

Cellino contro Lotito

Brescia contro la ripresa

gol Donnarumma, Brescia-Juventus

La Serie A sembra divisa in tre fazioni in queste settimane. Ci sono squadre che premono per la ripresa, Napoli e Lazio su tutte. Ci sono altre società che, invece, sono in attesa e si rimettono alle decisioni del Governo. Poi ci sono squadre che, invece, sono contrarie alla ripresa a prescindere, come il Brescia. Il patron delle Rondinelle, Massimo Cellino, minaccia di non mandare la propria squadra in campo a prescindere dalla possibile ripresa. Una soluzione che porterebbe alla retrocessione inevitabile in Serie B e non sono escluse ripercussioni anche sulla prossima classifica. Da sottolineare, però, come il Brescia sia già ultimo in classifica con 16 punti, a ben nove lunghezze dal quartultimo posto che varrebbe la salvezza. Da risolvere anche la questione stipendi. La sospensione definitiva, infatti, potrebbe favorire il taglio di quattro mensilità, da marzo a giugno.

Il messaggio di Cellino

Il messaggio del presidente del Brescia, Massimo Cellino, è forte e chiaro e viene ripreso da La Gazzetta dello Sport:

“Se ci costringono a riprendere, sono disposto a non schierare la squadra e perdere tutte le partite a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più”.

Contro la ripresa: “Il campionato non può riprendere sia per il rispetto della salute sia per la salvezza del sistema calcio. La UEFA non può far slittare, sono arroganti e irresponsabili, pensano solo alle coppe e agli interessi economici. La Serie A non può terminare oltre il 30 giugno, perché c’è la chiusura dei bilanci e i contratti dei giocatori. Se vuol fare qualcosa di utile, la UEFA ci mandi bombole d’ossigeno e respiratori, glie ne saremmo grati”.

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