L’emergenza relativa al Coronavirus ha messo in ginocchio l’Italia intera e, dunque, di conseguenza anche il mondo del calcio. Il campionato si è fermato quando una delle squadre più in forma era l’Atalanta. I bergamaschi sono quarti in classifica, con tre punti di vantaggio sulla Roma e con una partita da recuperare, in casa contro il Sassuolo. Inoltre la Dea ha scritto la storia nella sua prima partecipazione alla Champions League. Decisivo il doppio successo contro il Valencia agli ottavi di finale (4-1, 3-4). Nelle ultime ore, però, è venuta fuori una clamorosa indiscrezione sul tecnico, Gian Piero Gasperini.

Così l’Atalanta in campo alla ripresa

Atalanta, dichiarazioni shock di Gasperini

Il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ha svelato di aver avuto il Coronavirus. Queste le sue parole:

“Ho avuto paura. Il giorno prima della partita di Valencia stavo male, il pomeriggio della partita peggio. In panchina non avevo una bella faccia. Era il 10 marzo. Le due notti successive a Zingonia ho dormito poco. Non avevo la febbre, ma mi sentivo a pezzi come se l’avessi avuta a 40. Ogni due minuti passava un’ambulanza. Lì vicino c’è un ospedale. Sembrava di essere in guerra. Di notte pensavo: se vado lì dentro, cosa mi succede? Non posso andarmene ora, ho tante cosa da fare. Lo dicevo scherzando, per esorcizzare. Ma lo pensavo davvero. Sabato 14 ho fatto un allenamento duro come non ricordavo da anni. Un’ora sul tapis roulant, più di 10 chilometri di corsa. Mi sono sentito bene, forte. Il peggio era passato. Il giorno dopo Vittorio, chef stellato tifoso della Dea, ci ha fatto arrivare 25 colombe e Dom Perignon del 2008, anno di grazia. Lo assaggio e dico: “Ma questa è acqua”. Tullio (Gritti, secondo di Gasperini, ndc) mi guarda storto: “Scherzi? È una delizia”. La colomba mi sembrava pane. Avevo perso il gusto. Così Tullio e Marcello, il nostro fisioterapista, si sono mangiati 25 colombe. Sono rimasto tre settimane a Zingonia. Poi a Torino ho sempre rispettato il distanziamento da moglie e figli. Senza febbre non ho mai fatto il tampone. Dieci giorni fa i test sierologici hanno confermato che ho avuto il Covid-19. Ho gli anticorpi, che non vuol dire che ora sono immune”.

Il riscatto di Bergamo

Bergamo è stata una delle città maggiormente colpite dall’emergenza relativa al Coronavirus. Il tecnico dell’Atalanta si è soffermato anche su questo fattore:

“Come vedo Bergamo? Triste e dignitosa. Una tristezza profonda, spessa, che respiri ovunque, per strada, negli occhi della gente, nei bar e nei ristoranti che tardano a riaprire, nei silenzi del mio collaboratore che ha perso il padre. Tutti vanno avanti, con forza e con un dolore composto. Ci vorranno anni per capire veramente che cos’è successo, perché proprio qui è stato il centro del male. Ogni volta che ci penso mi sembra assurdo. Il picco storico di felicità sportiva è coinciso con il dolore più grande della città. Oggi mi sento ancora più bergamasco. L’Atalanta può aiutare Bergamo a ripartire, nel rispetto del dolore e dei lutti. Ci vorrà tempo per la gioia in piazza e all’aeroporto, ma i bergamaschi sono brace sotto la cenere. Piano piano tornerà tutto. Non c’è un giocatore che si sia allontanato dalla città. Più di uno ha perso peso, che può anche essere la spia di un disagio psicologico. Difficile intuire il sommerso emozionale di tutti. Qualcuno aveva la famiglia lontana. Di sicuro la squadra è rimasta connessa con la sofferenza di Bergamo e la porterà in campo”.

La Champions: “Siamo affamati. Giocare a calcio è come andare in bici, non lo scordi. Gomez e Ilicic a oltranza? Il Papu si allena giocando, può fare tre partite di fila. Ilicic, invece, quest’anno ha deciso di massacrarsi a Zingonia. Non so chi l’abbia convinto». Sulla Champions, Gasperini, ha concluso così: «Non vinceremo la Champions. Ma non è sicuro”.

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