L’avventura dell’Italia Under 21 termina in anticipo, contro ogni aspettativa. Gli azzurri escono alla fase a gironi, da seconda in classifica, in seguito al pari di ieri tra Francia e Romania, che ha qualificato i transalpini come miglior seconda con 7 punti. La squadra di Gigi Di Biagio, comunque, aveva ben figurato battendo Spagna e Belgio, cadendo solo contro la Polonia. Intanto l’allenatore quest’oggi ha deciso di dimettersi, sottolineando come non si tratti di un fallimento, nonostante le grandi aspettative che c’erano a riguardo.

Italia, Di Biagio dice addio

Gigi Di Biagio ha tenuto una conferenza stampa in cui ha annunciato il suo addio all’Italia Under 21, tracciando anche un bilancio dei suoi sei anni sulla panchina azzurra. Queste le sue parole:

Bilancio: “Bisogna scindere i risultati di questi anni da quello che è successo in questo Europeo. Direi che è stato fatto un ottimo lavoro: abbiamo fatto crescere tanti ragazzi, siamo stati competitivi con tante squadre forti, tanti ragazzi sono andati in Nazionale A. Poi ci sono le note dolenti, perché il risultato non è positivo ma non è un fallimento per me”,

Il futuro: “Non sarò più l’allenatore dell’Under 21. Ringrazio tutti, dai dirigenti a Maurizio Viscidi”.

Rimpianti: “La colpa è solo nostra, senza cercare alibi. Il responsabile principale sono io e i ragazzi con me. Però chi dice che non abbiamo gioco e non corriamo è in malafede. Abbiamo fatto più tiri, siamo stati più pericolosi degli altri. Se la Romania avesse vinto mi avreste detto che sarei stato il più bravo di tutti”.

La scelta di portare i giocatori della Nazionale A: “Sì, assolutamente. Anche Zaniolo e Kean mi hanno dato qualcosa, forse meno degli altri 4 ma non mi sento di rimproverarli. Qualcuno dimentica che abbiamo dovuto fare dei prestiti all’Under 20 per il Mondiale. Noi abbiamo 40-50 giocatori che girano tra U19, U20 e U21. Con le Under siamo andati ben oltre le aspettative”.

L’Italia Under 21 negli ultimi europei: “Il primo europeo è stato un miracolo, qualificarsi davanti a Belgio e Serbia è stato miracoloso. Il secondo europeo abbiamo perso la semifinale con la Spagna, con i più forti. Ci sono sempre 5-6 squadre che possono vincere. Il fallimento vero è quando fai 0 punti e nessuno va in nazionale maggiore. E non ho bisogno di essere difeso dalla Federazione: ho parlato dei giocatori Under perché abbiamo questo problema”.

Sull’addio: “Avrei lasciato comunque. Non mi sentivo più stimolato al 99,9%: avrei lasciato forse uno spiraglio per fare i Giochi”.

Bilancio dell’avventura

Il tecnico dell’Italia Under 21 ha tracciato un bilancio su questi sei anni:

Bilancio dei sei anni di Italia Under 21: “La cosa principale che mi è stata insegnata è che non conta se vinci ma come vinci. Noi abbiamo giocato un buonissimo calcio, cambiando la mentalità dei nostri ragazzi. Avere influito sulla scelta di Roberto Mancini di mettere Verratti e Jorginho mi fa molto piacere. Io penso che la cosa più evidente sia stato il cambio di mentalità rispetto al passato”.

L’esclusione di Kean e Zaniolo: “Credo che un allenatore debba lasciare qualcosa dentro e fuori dal campo. Non mi sono divertito a fare quello che ho fatto, mi sono preso un rischio. Però la cosa è finita subito perché hanno chiesto scusa subito a tutto il gruppo. Quando ho preso questa scelta ho informato subito Mancini e Gravina. Bisogna stare dietro tutti i ragazzi”.

Motivo dell’eliminazione: “Perché c’è mancato qualcosa contro la Polonia. Colpa solamente nostra e non possiamo rimediare”.

Il riassunto dei sei anni: “Come in una famiglia i figli non sono tutti uguali e i giocatori non sono tutti uguali. Con alcuni mi sono legato di più e quando li ho ringraziati mi hanno detto loro grazie a me perché se non era per l’Under 21 non avrei giocato mai da nessuna parte”.