Lo possiamo finalmente dire e non è di sicuro un azzardo. Paura poi di essere smentiti? No, Matteo Berrettini è il futuro ‘vincente’ del tennis italiano senza se e senza ma. Il classe 1996 sta riscrivendo la storia di questo sport per il Bel paese, dopo essere diventato il primo italiano a raggiungere i quarti di finale degli US Open sul cemento di Flushing Meadows. E comunque 42 anni dopo Corrado Barazzutti, al quale riuscì questa impresa nel 1977, dove però si giocava sulla terra verde di Forest Hills.

Berrettini ai quarti contro Monfils

Negli ottavi di finale Berrettini ha giocato una partita favolosa contro il russo Andrej Rublëv, tra i più in forma del circuito nelle ultime settimane e capace, anche, di eliminare Roger Federer al Masters di Cincinnati negli ottavi giocati lo scorso 15 agosto. Ma contro il romano non c’è stato molto da fare, travolto o quasi nei primi due set persi col punteggio di 6-1, 6-4. Poi una sfida più equilibrata, in cui Berrettini ha avuto un piccolo passaggio a vuoto sul 6-5 e servizio, sprecando l’opportunità di chiudere la partita. Tuttavi nel tiebreak, poi risultato decisivo, l’azzurro è tornato a colpire con grande potenza e precisione, chiudendo per 8-6 al secondo match point

Dunque Berrettini si è qualificato per la prima volta nella sua ancora giovane carriera nei quarti di finale in una prova dello Slam (dove affronterà Gael Monfils), per una crescita costante e inesorabile, dopo esser già arrivato agli ottavi di finale in quel di Wimbledon. La testa di serie numero 24 del torneo americano, dopo un 2018 già comunque di grande impatto, in questa stagione sta davvero impressionando, dimostrando di avere un gioco completo e adatto a tutti i tipi di superificie. Grande servizio e dritto, ottimo rovescio, capacità di utilizzare lo slice senza problemi e ottimo gioco di volo. Insomma c’è davvero tutto e di più per vedere un Berrettini in Top Ten a breve, per un ragazzo posato e, come si direbbe in questi casi, con la ‘testa sulle spalle’.

La soddisfazione di Berrettini

Nel post match vinto contro Rublev, sono ovviamente arrivate le dichiarazioni intrise di gioia per il 23enne azzurro: “Sono orgoglioso di me stesso e del mio team. Arrivavo da un infortunio quindi non mi aspettavo di essere ai quarti. Non avevo mai vinto un match prima d’ora nel tabellone principale di questo torneo. Un po’ inaspettato ma sono veramente felice.

Qual è la mia superficie preferita? Difficile da dire. Prima di questo torneo dicevo erba e terra. Prima della stagione su erba dicevo terra. Ora tutte le superfici. E’ un percorso iniziato 3-4 anni fa col mio allenatore. Ero abituato a giocare tanto sulla terra, ma il mio coach mi ha detto, ‘Ok, dobbiamo migliorare sulle superfici veloci. Un italiano qui dopo 42 anni? Corrado Barazzutti è stato l’ultimo, raggiungendo la semifinale. E’ il mio capitano in Davis e parliamo ogni giorno. Mi sento spesso anche con Adriano Panatta, che è stato il primo a dirmi, quando avevo appena 16 anni, che avrei servito a 220 chilometri orari. Gli ho detto ‘se lo dici tu, ci credo…’

CALENDARIO E DATE US OPEN 2019