Federer si ‘confessa’: “Quando non potrò più battere i migliori, arriverà il ritiro”

Roger Federer si vede ancora protagonista in campo, con lo svizzero che parteciperà anche al Roland Garros: ma ovviamente il pensiero ritiro esiste

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Roger Federer continua a ‘disegnare’ tennis ogni volta che scende in campo. Alla sua età, con 38 anni da compiere l’8 agosto, non è assolutamente facile essere competitivo a grandi livelli. Eppure lo svizzero continua ad essere uno dei migliori tennisti al mondo, anche se l’ultima classifica aggiornata dell’ATP lo vede al sesto posto. Ma questa ormai importa il giusto, quel che conta nella testa e nel cuore del tennista elvetico è potersi ancora confrontare con i migliori e poterli battere. Anche per questo nel 2019 ‘the King’ parteciperà anche al Roland Garros a Parigi.

Federer e la voglia di continuare

Dunque Roger Federer si vede ancora in campo a giocare e vincere, questa la motivazione forte che lo spinge a continuare. “Sto giocando e vincendo. Giocare tanto per farlo non è abbastanza per quello che mi aspetto. Sarei falso se dicessi che perdere nei primi turni di un torneo non mi infastidisce. Non voglio solo far parte dell’evento ma esserne protagonista. Il divertimento, per come la vedo io, è strettamente legato alle vittorie.

Devo avere rispetto per me stesso e poter giocare a un certo livello. Poi se non dovessi riuscire a farlo in ogni partita o ogni settimana, non importa. Quello che mi dà la forza per continuare è sapere che posso battere i migliori. Quindi se ciò non dovesse accadere, potrei pensare al ritiro“, le parole dell’elvetico a Tribune de Geneve.

Federer e il pensiero del ritiro

Ma ovviamente, non pensare al ritiro sarebbe troppo ‘comodo’. Prima o poi quel giorno arriverà e per Federer ci sono delle priorità ben precise. Il futuro dipenderà dai risultati, dalla possbilità di vincere, ma non solo. “Può anche venire da un dolore troppo frequente che non ti permette di dare il massimo. O viaggi ripetuti. Ma c’è una priorità: la mia famiglia. Se questa vita non è più congeniale ai miei figli e a mia moglie, questo sarà un motivo per ritirarmi”

Pensa a quando smettere? “Sì ovviamente, quando sono a casa per esempio. Se sei a casa, non hai nei programmi a breve termine un torneo o qualcosa che ti occupa la mente. O in vacanza. A volte mi chiedo dove sarò tra dieci anni, cosa mi succederà. E non è una domanda direttamente collegata alla decisione di ritirarsi, ma al mio futuro. Detto questo, a un certo punto non sarò più un tennista”.

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