La prima stagione sulla panchina del Napoli di Carlo Ancelotti è stata sicuramente sufficiente. In campionato gli azzurri sono arrivati secondi solo dietro alla Juventus, ad undici punti. Anche in Champions League il cammino è stato buono nonostante l’eliminazione alla fase a gironi. I partenopei, infatti, sono arrivati a pari punti con il Liverpool, che si giocherà la finale contro il Tottenham sabato, eliminati solo per la differenza reti. L’unico rammarico resta l’Europa League, con l’eliminazione ai quarti di finale contro l’Arsenal. Una doppia sconfitta tra andata e ritorno che lascia l’amaro in bocca.

Napoli, fatta per Di Lorenzo

Napoli, le parole di Ancelotti

Carlo Ancelotti sta già preparando la sua seconda stagione sulla panchina del Napoli. Il tecnico vorrà migliorare quanto fatto quest’anno, a partire dal gap con la Juventus, arrivata undici punti avanti. Si cercherà, poi, il passaggio agli ottavi di finale di Champions League. L’ex allenatore di Bayern Monaco e Real Madrid sembra essersi ambientato all’interno della città, secondo lui ancora migliorabile da un certo punto di vista. Queste le parole rilasciate ai microfoni di Otto Channel:

“Il mio rapporto con Napoli è normale, passo molto tempo fuori dalla città, e quando rientro la sera l’unica cosa che mi godo di Napoli è qualche ristorante o pizzeria. Questa città potrebbe essere più bella con qualche piccolo accorgimento, un po’ di senso civico in più da parte di tutti, ma questo è un po’ il problema italiano”.

L’addio e il figlio Davide

Ancelotti ha parlato anche di quando potrebbe dire addio al Napoli e del figlio, Davide, che fa da secondo in azzurro e che sta apprendendo molto dal padre. Queste le sue parole:

Cosa mancherà di Napoli al momento dell’addio: “Non lo so, spero di stare qui un periodo tale da poter essere totalmente soddisfatto di quello che ho passato, e non farmi mancare niente”.

Consigli al figlio Davide: “Studiare, aggiornarsi, e fare quello che fa con passione. L’importante è fare le cose con passione, come tanti di quelli che lavorano in questo ambiente, lo facciamo tutti per passione, siamo ben pagati ma non è il motivo trainante”.

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