Udinese, Tudor: “Serve equilibrio, il destino si costruisce lavorando giorno dopo giorno”

    Igor Tudor è diventato il nuovo allenatore dell'Udinese, subentrando a Davide Nicola col compito di provare a salvare i friulani

    32

    L’Udinese ha deciso di cambiare ancora guida tecnica. L’arrivo di Davide Nicola al posto di Julio Velazquez a novembre non ha sortito gli effetti sperati, pur dopo una buona partenza. Via via i risultati sono diventati sempre più negativi, sino alle due sconfitte contro Juventus e Napoli che hanno portato la famiglia Pozzo al ribaltone. Al posto dell’esonerato Nicola è arrivato Igor Tudor, col tecnico croato chiamato ancora una volta a salvare dalla retrocessione il club friulano, missione già riuscita la scorsa stagione anche se con sole quattro giornate da fronteggiare.

    L’Udinese motiva la decisione

    Nella conferenza stampa di presentazione di Tudor, è intervenuta anche la dirigenza friulana. Il direttore sportivo e uomo mercato dell’Udinese, Daniele Pradè, ha motivato la scelta: “Non è stato semplice parlare con Nicola e col suo staff. Checché se ne dica esistono anche i sentimenti, i rapporti. Uno pensa che il calcio sia una situazione solo di cose personali, invece non è così: ti porta a vivere momenti di gioia e di sofferenza, ti unisce profondamente anche a livello umano. Per questo non è stato facile, ho letto da alcune parti che si prendono scelte con leggerezza.

    In certi casi decide tutto tranne che la leggerezza: c’è la coscienza professionale. Ti dice che io da due mesi dico a tutti quanti, ai tifosi, alla stampa, alla squadra: attenzione, basta polemiche futili, inutili, qui bisogna essere concentrati, bisogna arrivare alla salvezza. Eco, adesso questo è il momento che bisogna capirlo tutti veramente. E per farlo capire ci serviva un elettroshock. Purtroppo è quello di cambiare: ora ci sono undici partite, undici finali.

    Le parole di Tudor

    Ecco le prime parole di Tudor: “Come prima cosa voglio ringraziare la società per questo incarico, sono sicuro che faremo tutti insieme bene. L’esperienza mi dice che si fa bene se si rema tutti dalla stessa parte. È sempre difficile, bisogna accettare ogni momento come una sfida, dare il meglio che si può allenare. Se vai ad allenare il Real hai i tuoi problemi, se vai ad allenare il Galatasaray hai i tuoi problemi, se vai ad allenare l’Udinese hai i tuoi problemi. Bisogna lavorare con qualità.

    Cosa cambiare rispetto all’anno scorso? S’impara tutta la vita, specialmente in questo lavoro si impara in fretta, se un allenatore non lo fa è finita. Quel che è successo è successo, ora è importante fare bene, senza pensare al passato o al futuro. Poi il destino si costruisce lavorando bene giorno dopo giorno, domenica dopo domenica. È tutto quello che conta”.

    Sull’impostazione di gioco, Tudor ha dichiarato: “Abbiamo tre partite vicine e molto importanti, per trasmettere un’idea devi poter lavorare una settimana, altrimenti rischi di fare confusione che ora non serve. Però devi dare anche qualcosa di tuo. Comunque ho già detto l’ultima volta che a me piace giocare un calcio che parta da dietro, con le giuste distanze tra i calciatori. Poi non sono uno che fa il tiki taka alla Guardiola. C’è il calcio con palla e senza palla, è importante essere tosti, aggressivi, compatti. A me piace una squadra che non riceva troppi gol, dipende anche dai giocatori che si scelgono, serve equilibrio”.

    LE ULTIME NOTIZIE SULL’UDINESE