Si continua a dibattere sulla possibile ripresa del campionato di Serie A. Sembra essere certo il ritorno in campo tra il 4 e il 18 maggio per cominciare gli allenamenti. A quel punto l’inizio del campionato potrebbe avvenire tra l’inizio e la metà di giugno. Ci sono alcuni club che, però, hanno mostrato alcune rimostranze nonostante il comunicato della Lega, che abbia sottolineato come tutti i 20 club vogliano la ripartenza. Tra questi, i più esposti contro il nuovo inizio sono la Sampdoria e il Brescia.

Sampdoria, Ferrero contro la ripresa

Nei giorni scorsi il patron del Brescia, Massimo Cellino, ha ribadito la propria posizione contro la possibile ripresa del campionato di Serie A. Una posizione condivisa anche dal patron della Sampdoria, Massimo Ferrero. Il presidente blucerchiato ai microfoni di Rai Radio 1, ha spiegato il motivo:

“Stiamo seguitando a prenderci in giro finché qualcuno non ci dice che è uscito un vaccino e siamo tutti sereni. Invece di dire ricominciare questo è meglio rimboccarci le maniche per fare un grande campionato l’anno prossimo. Ad esempio, se un calciatore contrae il virus, cosa facciamo, lo mandiamo in quarantena, o viene trattato come se fosse infortunato? – si chiede Ferrero -. E poi come si fa a pretendere che i calciatori che hanno fatto quarantena vadano poi in ritiro in un albergo altri 30 giorni? Mica stanno ai domiciliari. Sarò felice di riprendere il campionato quando ci daranno delle assicurazioni e si faranno delle proposte accettabili”.

Le date della ripartenza: “Sarà l’11 o il 18, quello è l’orientamento. E il campionato se poi inizia bisogna fare due o tre partite a settimana, devi giocare ad agosto. Poi devi dare un po’ di vacanza ai ragazzi, per iniziare il nuovo campionato ad ottobre? E gli Europei a giugno? La coperta è corta”.

Le parole di Ramirez

Ramirez, Sampdoria

Anche il fantasista della Sampdoria, Gaston Ramirez, ha espresso alcune perplessità sulla ripresa del campionato ai microfoni di Tuttosport:

“Se vogliono giocatori al 50% possono farci scendere in campo anche subito, ma l’obiettivo è davvero andare in campo soltanto per finire la stagione? Dobbiamo farlo con rispetto per tutti. Tutti vogliamo ripartire, non soltanto gli sportivi, ma se noi calciatori ripartiamo non dobbiamo avere nessun privilegio. Nessun tampone in più, se questo volesse dire toglierlo a qualcuno che ne ha davvero bisogno.Il torneo sarà falsato e dal punto di vista fisico diffcile. Bisogna restare a casa, essere prudenti e seguire l’esempio dell’Italia. Prima speriamo che questo maledetto virus sparisca. Poi ricominciamo”.

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