Francesco Totti è pronto ad annunciare le dimissioni da dirigente della Roma. La decisione di dire addio alla società, sarà spiegata nel corso di una conferenza stampa, convocata per il primo pomeriggio di lunedì, al Salone d’Onore del Coni. Totti spiegherà i suoi perché, i motivi che lo hanno portato a una scelta sofferta e dolorosa.

I motivi dell’addio di Totti

Ma le motivazioni sono già note, almeno in linea generale. Secondo quanto filtrato, dietro la scelta della bandiera giallorossa, vi sarebbero diversi fattori. Innanzitutto la decisione relativa al nuovo allenatore, Paulo Fonseca (le sue prime dichiarazioni), prese senza essere stato coinvolto. Lui che, avrebbe voluto puntare su un profilo diverso e di ‘polso’, come Gattuso o Mihajlovic.

Anche la carica di direttore tecnico, di cui ha parlato James Pallotta nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali della Roma, è stata considerata un’offerta tardiva. All’interno di una ‘lettera’ che Totti non avrebbe gradito in via generale. L’ex numero 10 sarebbe infatti rimasto infastidito dai contenuti della stessa, con i riferimenti a Franco Baldini, che avrebbero indispettire ulteriormente il dirigente giallorosso. Insomma poco potere decisionale e un ruolo di secondo piano non in linea con le proprie aspettative.

Pallotta non ha ‘convinto’ Totti

Nelle scorse ore le parole di James Pallotta, avevano preannunciato una fase di stallo, ma tendente al negativo. A cominciare dalla mancata presenza di Totti alla riunione avvenuta a Londra. “Perché Francesco non ha partecipato? Sinceramente non lo so. Forse Francesco pensa di avere bisogno di un po’ di tempo per pensare al suo futuro e al suo ruolo nel club, cosa che tutti rispettiamo. Francesco ha vissuto 30 anni nel calcio, la maggior parte dei quali allacciandosi gli scarpini per dare tutto per la Roma. Se Francesco ha bisogno di tempo, noi gli daremo tempo. Sono sicuro che ha tanti pensieri che gli passano per la testa su quello che vuole fare e sa che io sono qui per lui, così come è sempre stato, prima e dopo che smettesse di giocare.

Se gli è stato offerto il ruolo di Direttore Tecnico? Sì. Guido Fienga si è seduto al tavolo con lui diverse volte e gli ha parlato del ruolo e di quello che implicherebbe. Si tratta di un ruolo molto importante nel club, probabilmente uno dei più importanti e influenti nella nostra area sportiva e il fatto che vogliamo che sia lui ad assumerlo spiega tutto su quello che pensiamo di Francesco.

Insieme al nuovo allenatore, al Direttore Sportivo, a Guido, a Mauro, a me e allo staff che ci supporta, stiamo mettendo insieme una squadra forte, in grado di riportare la Roma a competere per vincere dei trofei e per tornare in Champions League e nelle mie idee Francesco è parte integrante di tutto ciò. Tutti noi insieme, non come singoli, vogliamo solo una cosa: che la Roma vinca. È questo che ci guida. Non si tratta di me, come non si tratta di Francesco, Guido, Paulo o il nuovo Direttore Sportivo: si tratta dell’AS Roma”. Ma, evidentemente, per Francesco Totti non è così.

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