Dopo il pareggio spettacolare per 3-3 fra Sassuolo e Torino, la quinta giornata della Serie A è proseguita con altri tre anticipi in questo sabato 24 ottobre. Nell’ultimo di questi la Lazio ha battuto per 2-1 il Bologna (gol di Luis Alberto 54′, Immobile 76′ e De Silvestri 91′), mentre l’Inter ha espugnato il Ferraris di Genova battendo per 2-0 il Genoa con le reti di Lukaku e D’Ambrosio, nella sfida delle ore 18:00. Invece il primo match in programma era stato quello del Gewiss Stadium di Bergamo (ore 15:00), dove la Sampdoria ha battuto per 3-1 l’Atalanta. Per gli orobici è il secondo pesante ko di fila dopo il 4-1 di Napoli, per i blucerchiati è terza vittoria di fila.

Genoa-Inter 0-2

Il primo tempo di Genoa-Inter vede i nerazzurri provare costantemente a fare la partita, con i rossoblù che giocano di rimessa con attenzione in fase difensiva e attacco affidato ai contropiedi. Col risultato, che nonostante l’alta intensità, non si schioda dallo 0-0. Ai punti meglio la formazione di Antonio Conte che con Lautaro Martinez costruisce almeno due occasioni da gol, al quarto d’ora e alla mezzora. In mezzo una chance anche per Vidal al 26’: l’ex Barcellona aggancia alla perfezione in area un cross dalla sinistra di Perisic e poi calcia fortissimo con il sinistro, Bani si immola in scivolata e contrasta il tiro del cileno. All’intervallo è 0-0 col Genoa di fatto mai arrivato in maniera insidiosa dalle parti di Handanovic.

esultanza gol Lukaku, Genoa-Inter

La ripresa si apre con un cambio nei padroni di casa, esce Czyborra e dentro Luca Pellegrini. L’Inter attacca ancora ma senza riuscire a trovare sbocchi, così Conte al 58’ manda in campo Barella per Eriksen e Hakimi per Perisic. E, a forza di spingere, l’Inter passa in vantaggio al 64’: è un altro super gol di Lukaku, che scambia con Barella, salta Ghiglione e calcia cadendo con il mancino battendo Perin sul secondo palo. A quel punto il Genoa non riesce a reagire e l’Inter al 78’ trova anche il 2-0: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Brozovic, spizzata a prolungare di Ranocchia e D’Ambrosio devia in rete da due passi, sempre di testa.

Atalanta-Sampdoria 1-3

Primo tempo acceso e vibrante, specie nel finale, quello tra Atalanta e Sampdoria. I padroni di casa partono forte con un Gomez tuttofare, i blucerchiati sembrano soffrire ma alla prima ripartenza sbloccano il match al 13′: scambio a metà campo con Damsgaard che vince un rimpallo, affonda centralmente e poi allarga a sinistra per Quagliarella. Il capitano doriano effettua una doppia finta su Palomino e poi mancino sotto la traversa. L’Atalanta reagisce e specie con Ilicic cerca di mandare in difficoltà la difesa ospite.

Il match diventa teso nel finale e al 43′ entra in scena anche il VAR: cross dalla sinistra di Augello, dall’altra parte il destro al volo di Jankto è bloccato da Mojica. L’arbitro Calvarese visiona le immagini e concede il rigore. Dal dischetto va il solito Quagliarella, ma questa volta Sportiello vince il duello e respinge la botta incrociata del numero 27.

Gosens-Yoshida, Atalanta-Sampdoria

Il secondo tempo si apre con Gasperini che effettua tre cambi, inserendo Toloi per Sutalo, Gosens per Mojica e Zapata per Lammers. L’Atalanta attacca a testa bassa, la Sampdoria però si difende con ordine e al 59′ trova il 2-0: azione manovrata da sinistra a destra, il pallone di Jankto è perfetto per l’inserimento a fari spenti di Thorsby, colpo di testa del norvegese e palla in rete. A questo punto Gasperini manda in campo Hateboer per Depaoli e poi anche Malinovskyi per l’infortunato De Roon.

La sfida sembra scivolare via così, tuttavia all’80’ sugli sviluppi di un angolo e di un batti e ribatti, Keita colpisce (o così sembra) Zapata. L’arbitro Calvarese assegna il rigore, confermando la propria decisione nonostante il VAR lo richiami a visionare le immagini. Dal dischetto lo stesso Zapata spiazza Audero e fa 1-2. Partita riaperta, ma la Samp non perde la calma e al 92′ cala il tris: Keita viene lanciato in campo aperto, il numero 10 attende l’arrivo di Jankto, che aveva iniziato la ripartenza, il ceco prende la mira e fredda Sportiello.

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