La 37esima giornata di Serie A si è aperta in questo sabato 15 maggio con i classici anticipi in programma. Grande attesa per il big match Juventus-Inter, dove emozioni e discussioni non sono mancata. Alla fine 3-2 per i bianconeri, che continuano a sperare nella Champions League, in una sfida piena di episodi. Nei primi due match l’Atalanta, espugnando il Ferraris nel 4-3 al Genoa, ha riconquistato in maniera aritmetica la Champions League, mentre lo Spezia si è guadagnato la salvezza stravincendo per 4-1 contro un Torino sempre più allo sbando e in grandissima difficoltà.

Juventus-Inter 3-2

Il primo tempo dello Stadium vede la Juventus fare la partita e l’Inter in attesa. Dopo un pericolo sventato da Skriniar, sul tocco sotto misura di Kulusevski, entra in scena il VAR con Irrati. Quest’ultimo al 22′ rileva una trattenuta di Darmian su Chiellini su azione d’angolo, richiamando Calvarese a visionare le immagini. E così arriva il penalty che Ronaldo trasforma in due tempi, dopo la prima respinta di Handanovic. Stesse scene al 34′, quando Lautaro Martinez viene toccato sul tallone da De Ligt. Nuova ‘corsa’ al VAR di Calvarese e secondo rigore di serata: dal dischetto Lukaku spiazza Szczęsny e fa 1-1. Nel finale di tempo la Juventus però torna in vantaggio, con un destro di Cuadrado dal limite che, deviato, sorprende Handanovic. All’intervallo è dunque 2-1 per i bianconeri.

La ripresa si apre con Perisic al posto di Darmian, ma un’altra svolta arriva al 55′ quando Bentancur viene espulso, seconda ammonizione per un fallo tattico su Lukaku, lasciando la Juventus in 10 uomini. A quel punto Pirlo manda in campo subito McKennie per Kulusevski e poi, al 70′, Morata per Ronaldo e Demiral per Chiesa. La Juventus è tutta chiusa in difesa del proprio vantaggio con un abbottonato 3-5-1, mentre l’Inter attacca e al 74′ si fa pericolosa con un cross radente di Hakimi che De Ligt allontana anticipando provvidenzialmente Lautaro. Nel finale Conte manda in campo Sensi e Vecino, e succede di tutto con l’arbitro Calvarese e il VAR protagonisti. Prima arriva il 2-2 dell’Inter con l’autorete di Chiellini, annullato in campo e convalidato poi visionando le immagini. Sull’azione successiva invece nuovo rigore per la Juventus, per un contatto tra Cuadrado a Perisic. Proteste nerazzurre, ma Cuadrado dal dischetto fa 3-2, prima che Brozovic venga espulso per doppia ammonizione. Finisce 3-2.

Gli altri risultati, vincono Atalanta e Spezia

gol Gosens, Genoa-Atalanta

Genoa-Atalanta 3-4: Come detto in apertura l’Atalanta, per il terzo anno di fila, si prende la qualificazione in Champions League, ormai inutile dire che gli orobici rappresentano una realtà del calcio italiano. La sfida del Ferraris ha visto il dominio nerazzurro nel primo tempo con le tre reti firmate da Zapata, Malinovskyi e Gosens. Ad inizio ripresa il botta e risposta tra Shomurodov e Pasalic, coi rossoblu poi ancora a segno col rigore di Pandev e la seconda rete personale dell’uzbeko. Al termine del match Gian Piero Gasperini ha commentato:

“Era difficile pensare di arrivare per tre anni di fila in Champions, quest’anno ancora di più perché ripetersi non è mai facile. La squadra ha avuto una grande reazione da dicembre in poi nonostante la concorrenza fosse molto forte. Quella di quest’anno ha avuto un sapore migliore delle altre perchè è stata la più difficile”.

Spezia-Torino 4-1: Dopo un campionato di alto livello lo Spezia festeggia con pieno merito la salvezza in Serie A, chiudendo i conti nel 4-1 del Picco al Torino. Al contrario i granata sono sempre più a rischio, totalmente allo sbando dopo i 7 gol subiti mercoledì dal Milan. Il match ha visto i liguri giocare decisamente meglio degli ospiti e chiudere il primo tempo avanti 2-0 con le reti di Saponara e il rigore di Nzola. Ad inizio ripresa l’unico squillo del Toro col penalty trasformato da Belotti, ma Spezia ancora a segno con Nzola 74′ ed Erlic all’84’. A fine partita tutta la soddisfazione del tecnico Vincenzo Italiano:

“Era l’ennesimo obiettivo che volevamo centrare. L’anno scorso ci siamo riusciti, penso che lo sforzo doveva essere triplo per rimanere in una categoria contro squadre forti. Abbiamo fatto un buonissimo lavoro fino ad oggi e per farlo diventare il capolavoro ci voleva un’altra prestazione super. Il mio futuro? Sono convinto che i nuovi proprietari aspettavano di sapere la categoria, da domani si inizierà a parlare per capire le loro idee, quale futuro può avere la società. Non posso non provare affetto per questi colori, dove ho ottenuto qualcosa di straordinario. L’affetto c’è, le porte sono aperte a qualsiasi cosa”.

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