Milan, Gattuso pre derby: “Sento dire che l’Inter è morta, non è così”

    Vigilia di Milan-Inter e del derby della Madonnina, con Gennaro Gattuso che ha presentato la stracittadina in conferenza stampa

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    Un derby è sempre una partita a parte. Milan e Inter si affrontano nel posticipo conclusivo della 28esima giornata di Serie A, con tante motivazioni in corpo e con tre punti in palio importantissimi in chiave quarto posto. I rossoneri ci arrivano con un punto in più, dopo il sorpasso effettuato ai danni dei nerazzurri un paio di settimane fa. L’avvicinamento al match è fatto di momenti diversi attraversati, ma ogni stracittadina che si rispetti va oltre ogni discorsi simile.

    Gattuso in conferenza stampa

    Dalla sala stampa di Milanello, è intervenuto in conferenza stampa Gennaro Gattuso per presentare il derby dalla parte rossonera. “Ogni derby ha una storia a sé. Non dobbiamo pensare alla partita dell’andata perché sarà diverso. Da cinque giorni sento che siamo favoriti e l’Inter è morta, ma nelle stracittadine queste cose non esistono. Serve rispettare l’avversario, giocare con la testa e rispettarla bene. Voglio vedere dai miei ragazzi cuore, intelligenza e voglia. Giocheremo davanti ad un San Siro da record di incassi e dovrà essere il nostro dodicesimo in campo, ma rispettiamo l’Inter perché ha campioni e ci può mettere in grandissima difficoltà”.

    Se pensavo di arrivare al derby davanti all’Inter? No, mai. E non dobbiamo nemmeno dimenticarci le sette partite del campionato nelle quali giocavamo in maniera completamente diversa. Per tredici gare di fila abbiamo sempre preso gol, con l’Udinese il primo clean sheet e questo momento di saper soffrire ci ha rafforzato, ha portato consapevolezza”, le sue parole riprese da MilanNews.it.

    Milan stanco? Gattuso dice la sua

    Il Milan nelle ultime settimane sembra accusare un po’ di stanchezza, con le vittorie contro Sassuolo e Chievo parecchio sofferte. Ma per Gattuso il discorso è un altro: “Fate attenzione ragazzi perché c’è differenza fra testa e stanchezza fisica. L’esempio è Juventus-Atletico: tutti davano i bianconeri per morti, ma quando escono voglia, rabbia e senso di rivalsa tutto sparisce, la stanchezza non la senti più. I nostri giocatori non sono stanchi a livello fisico, altrimenti le corse che mettono in campo per raddoppiare e per chiudere non le farebbero. Alcuni, magari come Suso e Paquetá, stanno un po’ soffrendo perché chiediamo a loro qualcosa in più a livello tecnico per aiutare la squadra in compattezza e solidità. Il problema non è fisico, ma di tutto il lavoro che gli chiediamo.

    Quanto merito mio c’è in questo Milan? Sinceramente non mi interessa, e non vedo nemmeno rivincite. Io devo solo pensare ai miei obiettivi, di far crescere i giocatori e tornare in Champions. Allegri dopo Madrid sembrava un incapace, ora tutti lo esaltano e si sono rimangiati le parole: fa parte del nostro lavoro e va bene. A volte qualcuno dice scorrettezze ma va bene così, devo andare avanti e sono un privilegiato per il lavoro che faccio. Ecco perché credo sempre in ciò che faccio”.

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