Il Milan ha voltato di nuovo pagina. Troppe quattro sconfitte in sette giornate e pochi i 9 punti conquistati sui 21 a disposizione. Numeri che sono stati fatali a Marco Giampaolo, esonerato dal club rossonero nonostante la vittoria per 2-1 sul campo del Genoa prima della sosta. Evidentemente una scelta già maturata nelle settimane precedenti e procrastinata solo per trovare una valida alternativa.

Boban sull’esonero di Giampaolo

Marco Giampaolo, ex allenatore Milan

A spiegare ancora una volta i motivi che hanno portato alla separazione con l’ex tecnico della Sampdoria, ci ha pensato Zvonimir Boban: “L’importante è che il sistema funzioni, ma se non funziona che cosa si deve fare? Non ha funzionato e dispiace. Ci siamo lasciati in maniera normale, con eleganza direi. E’ una bravissima persona. Nel mondo del calcio succedono queste cose. Giampaolo è bravo, ma abbiamo scelto di cambiare tutti insieme per il bene del Milan. Noi abbiamo guardato il prodotto: il campo decide e infatti ha deciso”.

E nessuno ha mai imposto la formazione a Giampaolo, come qualcuno ha sostenuto: “Sono sciocchezze – le sue parole alla Gazzetta dello Sport -. Confrontarsi e avere opinioni diverse è normale, ma io e Maldini non ci siamo mai permessi e non ci permetteremo mai di fare cose del genere. Il rispetto dei ruoli è sacro”.

Milan, il futuro con Pioli

Stefano Pioli, allenatore Milan

Adesso sulla panchina del Milan siede Stefano Pioli, per molti un ‘ripiego’ dopo il mancato arrivo di Luciano Spalletti. Ma Boban non ci sta e precisa: “Era la soluzione migliore sul mercato. Pioli non è una seconda scelta. Abbiamo valutato due situazioni, Spalletti è un grande tecnico ma questo non vuol dire che Pioli sia una seconda scelta. E infatti non lo è. Pioli è un uomo forte, ha buone idee di calcio, è subentrato tante volte facendo bene. Normalizzatore? Non direi. È un pragmatico, anche per questo riesce a prendere squadre in corsa raggiungendo buoni risultati. Adesso sta studiando i giocatori. Ripartiamo da un allenatore esperto che farà le sue valutazioni. Molti giocatori cresceranno”.

Sulle critiche ricevute e il futuro del Milan: “Sono qui da poco, dobbiamo lavorare tanto sotto tutti i punti di vista. Si dovrebbe fare meglio e faremo di tutto perché avvenga. Bisogna lottare, lavorare tutti insieme. È quello che facciamo. Non abbiamo la bacchetta magica. Paolo Maldini e io cerchiamo di aiutare il club a tornare in alto con il nostro saper calcistico. Per ora non è andata tanto bene, ma c’è spazio per migliorare. Siamo all’inizio, c’è tempo per rimediare. Le critiche? Il calcio è così, ognuno può dire quello che vuole. Né Paolo né io ci siamo mai sottratti alle responsabilità. E non lo faremo neanche ora. Proveremo a fare un buon lavoro e se non ci riusciremo magari verrà qualcuno più bravo di noi”.

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