Mancini: “Juventus più forte, poi Napoli e Inter a inseguire. Balotelli? Deve riflettere…”

Nel corso di un'intervista alla Gazzetta dello Sport, il ct della Nazionale, Roberto Mancini, ha affrontato i temi principali della stagione al via

Roberto Mancini ha fatto le ‘carte’ alla nuova Serie A, ma non solo. Tanti i temi toccati dal ct della Nazionale italiana nella sua intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, quando manca ormai solo una settimana all’inizio del nuovo campionato 2019-2020. Dall’Italia al campionato italiano e non solo, il commissario tecnico della Nazionale ha parlato a 360° del calcio italiano, con tanti spunti interessanti.

Mancini e la ‘nuova’ Serie A

Partendo da una ipotetica griglia di partenza in Serie A, il ct Mancini s’è così espresso: “La Juventus in assoluto è la più forte, non dimentichiamo che vince da otto anni e si è pure rinforzata: anche l’Inter, ma la Juve non è stata ferma. E come vice Juve vedo pericoloso il Napoli: ha gli stessi giocatori che ormai giocano insieme da anni, mentre l’Inter ne ha già cambiati 4-5 e perde giocatori importanti come Icardi e Perisic. Andrà valutata dopo un po’ di tempo, ma di sicuro sta migliorando. Per ora metto in fila Juve, Napoli e Inter”. 

La Juve di Sarri? Quando si cambia, qualche minimo rischio subito c’è. Però se le cose vanno bene già in partenza, può diventare un vantaggio. L’abbondanza a volte pare un problema, di sicuro per la lista Champions, ma se ne hai tanti bravi e sei bravo a gestirli, è una spinta in più, non un freno. Sensi e Barella all’Inter? Sono due giocatori straordinari, e sottolineo straordinari. Li ho visti decollare, di partita in partita. Lo devono diventare: primo perché sono italiani, poi perché sono bravi tecnicamente e possono fare tutti tre i ruoli di centrocampo. Anzi: lo diventeranno sicuramente”.

Milan e Roma? Il FFP è un problema: ti costringe a fare poco sul mercato, addirittura a rinunciare all’Europa League. Ma se cambi allenatore, avere più tempo per allenarsi può essere un vantaggio per acquisire meglio il suo pensiero: il Milan può essere la sorpresa. I giallorossi? Fonseca è un bravo allenatore: filosofia calcistica portoghese, ha un concetto di gioco brillante. E’ vero che in Ucraina vince quasi sempre lo Shakhtar, ma la sua squadra ha sempre fatto un buon calcio”.

Mancini su Balotelli e Nazionale

Su Balotelli ormai in arrivo al Brescia: “Il paradosso è che a 29 anni, e per il secondo anno di fila, a meno di dieci giorni dall’inizio del campionato non avesse ancora la certezza assoluta di una squadra. Non ha fatto una preparazione, non si è allenato regolarmente: deve riflettere, non è normale. Se sarà una buona soluzione non dipenderà dal Brescia, ma da lui: magari giocando più vicino a casa si sentirà più tranquillo, ma non basterà. Io gli voglio bene, ma per lui non posso fare più niente. Deve pensare che è nel pieno della sua carriera e che ha ancora tanto da dare. Se vuole”.

Sulla prossima gara all’Olimpico: “Speriamo sia la partita del pass per l’Europeo: sogno un Olimpico pieno di tifosi della Nazionale com’era ai tempi di Italia ‘90, quando c’era la gioia di avere la Nazionale a Roma. Dove fra l’altro, se ci qualificheremo, si giocherà anche la partita inaugurale”.

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