Il Napoli ha blindato il secondo posto in classifica, ma gli umori sono tutt’altro che tranquilli. Già il pre Frosinone aveva vissuto della polemica attorno a Carlo Ancelotti e ai risultati arrivati correlati al suo compenso annuale. Ma nemmeno il successo per 2-0 degli azzurri allo Stirpe ha calmato una parte dei tifosi partenopei.

Callejon e la maglia ‘rifiutata’

Tutto è ripartito al fischio finale di Frosinone-Napoli, quando Callejon è andato sotto al settore riservato i propri tifosi. Qui lo spagnolo ha provato a ‘regalare’ la sua maglia, ma venendogli rilanciata. Una scena incredibile e paradossale. Una scena che colpisce gli altri giocatori del Napoli, oltre allo spagnolo. Sul volto di Mertens si legge un «perché» pieno di amarezza e incredulità. Una maglia tra l’altra speciale quella di Callejon, che ha raggiunto la bellezza di 300 presenze con la maglia del Napoli.

Un clima di contestazione che era già andato in scena per tutta la partita. Ecco cosa riporta Tuttosport: “La contestazione dei circa mille tifosi partenopei assiepati nel settore ospiti. Un dissenso, quello dei sostenitori azzurri, che dopo i cori ripetuti nel corso dell’incontro si è materializzato in modo ancor più concreto al triplice fischio quando Albiol e compagni sono andati a salutare la curva. Chi si aspettava applausi per i tre punti è rimasto deluso, in primis Callejon che si è visto rigettare indietro la maglia regalata ai tifosi. Quel “meritiamo di più” intonato a più riprese sintetizza la stagione di un Napoli deluso ma che, almeno a Frosinone, ha fatto vedere sprazzi di bel calcio”.

La frattura con De Laurentiis

La contestazione è nei confronti di Aurelio De Laurentiis, ormai inviso agli occhi di una parte della tifoseria. Ormai è chiara ed evidente la grande distanza tra il patron azzurro ed una frangia insoddisfatta della tifoseria. La contestazione è praticamente sistematica ed era iniziata già pesante nella sfida di tre mesi fa a Parma, quando l’attacco a De Laurentiis aveva colpito con una serie di cori anche i figli. Ma il progetto del Napoli non è destinato a cambiare.

Chiare a proposito le parole di Carlo Ancelotti a commento della contestazione dei tifosi a Frosinone: “Sinceramente non li capisco. Il Napoli è un club che programma bene e in modo oculato. Deve essere chiaro a tutti che qui il giocatore che guadagna 10 milioni di euro non può arrivare, per cui si deve investire su calciatori più giovani come Meret, Verdi e Fabian che non hanno stipendi esagerati e dannosi per il bilancio. Si può vincere lo stesso, magari serve più tempo ma con la programmazione giusta si può far meglio anno per anno. Faremo acquisti mirati e andremo avanti”.

LE ULTIME NOTIZIE SUL NAPOLI