Prima conferenza stampa da allenatore della Lazio per Maurizio Sarri, che ha dimostrato di avere sin da subito le idee chiare. Il tecnico prende il posto di Simone Inzaghi ed è chiamato a fare meglio rispetto al sesto posto ottenuto nell’ultima annata. L’obiettivo, infatti, sarà quello di lottare almeno per arrivare tra le prime quattro in classifica, che vorrebbe dire tornare in Champions League.

Lazio, la presentazione di Sarri

Il nuovo tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ha parlato quest’oggi per la prima volta in conferenza stampa spiegando quali saranno gli obiettivi e il caso Luis Alberto. Queste le sue parole:

Il modulo: “Ho fatto il 4-3-1-2 e tutti mi dicevano che ero integralista. Ora mi dicono che lo sono ma del 4-3-3. Probabilmente lo sono, ma ditemi di cosa. Il nostro obiettivo è partire con il 4-3-3, ma poi c’è l’evoluzione del lavoro. Spesso a stagione in corso ho cambiato, vedremo che esterni avremo a disposizione da subito. Il 4-3-3 tutela i nostri interni, che vanno tutelati perché devono mantenere sempre la pericolosità offensiva, mentre nel 4-3-1-2 verrebbero tritati per il dispendioso lavoro difensivo”.

L’obiettivo: “Sarà un anno di costruzione, ma non deve precluderci niente. Sarà più difficile rispetto a quelli successivi. La Champions fa la differenza a livello economico. Scudetto? Vediamo, parte un ciclo diverso. Vogliamo diventare una squadra fortemente competitiva, il che vuol dire lottarsela. La società voleva farmi un contratto di 4 anni, sono stato io a chiedere di farlo più corto perché avendo una certa età devo capire, tra due anni, di avere le stesse energie. Se le avrò, sarà felice di prolungare”.

Caso Luis Alberto e gli altri singoli

Luis Alberto, Lazio

L’allenatore della Lazio si è soffermato anche sui singoli:

Caso Luis Alberto: “Non ha risposto a una convocazione, quindi è un problema dal punto di vista gestionale per la società. Poi c’è un aspetto che riguarda i rapporti. Sto aspettando che arrivi per parlare con me e i compagni per convincermi di quello che ha fatto. Se lo fa e ci convince, il problema morale svanisce. La pena di morte non c’è nei miei gruppi. Luis Alberto alla Jorginho? Non ce lo vedo, è bravo quando porta palla e salta gli avversari. Lo vorrei utilizzare come Hamsik a Napoli: deve andare tra le linee e creare superiorità”.

Il rilancio di Felipe Anderson: “Se non ci credevo mi sarei opposto al suo acquisto. Qui alla Lazio fece 6-7 mesi incredibili, sembrava fosse destinato al Barcellona. Quando ero in Inghilterra ha fatto un buon girone d’andata, ma pecca sempre nella continuità. Noi dobbiamo cercare di creare la situazione migliore per lui. Non riesco a capire il motivo della sua discontinuità, spero di capirlo quando lo conoscerò. Ha potenzialità feroce”.

Il futuro di Correa: “Potrebbe fare l’attaccante di sinistra se ha la voglia e gli stimoli di farlo. Il ragazzo però da un po’ ha manifestato la voglia di cambiare ambiente. Se quando torna ha cambiato idea, ne sarei molto felice”.

Il ruolo di Lazzari: “Ci ho parlato questa mattina, mi ha detto di aver voglia di provare questa nuova esperienza. Gli ho detto che uno con la sua gamba può fare bene. C’è il problema del cross sul secondo palo? Ho fatto tre anni con Mario Rui a Napoli, non credo che siano diversi fisicamente”.

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