Uno dei club che spinge per riprendere il campionato di Serie A è la Lazio. I biancocelesti sono arrivati alla sosta forzata per l’emergenza relativa al Coronavirus in piena lotta per il titolo, ad un punto dalla Juventus capolista. Il patron, Claudio Lotito, vorrebbe riprendere gli allenamenti il prima possibile. Difficile, però, pensare ad una ripresa del campionato prima della fine di maggio. Nel frattempo i club e i calciatori stanno discutendo anche della possibile decurtazione degli stipendi.

Lazio, le parole di Lotito

Il patron della Lazio, Claudio Lotito, è intervenuto in diretta su radio Lazio Style. Il patron biancoceleste si è soffermato innanzitutto sull’emergenza sanitaria:

“Volevo precisare che nessuno vuole prendere sotto gamba la salute dei cittadini e degli atleti. I fatti mi stanno dando ragione, da un mese e mezzo ho lanciato l’idea di fare dei test sierologici, che già ci siamo fatti arrivare da tempo. Sono test importanti, oltre al tampone, perché verificano la presenza di immunoglobine e di altri anticorpi che dimostrano l’esistenza o meno del virus. Ho sempre sostenuto che tutte le attività lavorative possano essere espletate se rispettano le norme di sicurezza e se hanno l’autorizzazione dei Prefetti. Non capivo perché un atleta non potesse svolgere la propria attività, che non deve essere considerata ludica. I giocatori hanno una condizione fisica diversa dalle persone normale e possono andare in difficoltà se vengono fermati per così tanto tempo. Non è un caso che nessuno di loro sia stato ricoverato in ospedale. Formello è stato sanificato, abbiamo fatto la nebulizzazione del perossido di idrogeno che consente di evitare il contagio di qualsiasi natura. In un contesto così, con tutti i controlli, non ho mai capito perché i giocatori non si siano potuti allenare. Secondo me lo possono fare, nessuno rischia la salute. Io ho il personale che tutti i giorni lavora in ospedali Covid-19. Da due mesi abbiamo mascherine P3 e tutto ciò che occorre, compresi per esempio gli occhiali”.

Giocatori rimasti a Roma

Il patron della Lazio è tornato anche sulla questione relativa ai giocatori, rimasti a Roma rispetto a quanto fatto da altri:

“Non siamo parlando di scelte della società, io sono per il rispetto delle norme dello stato. Siamo rispettosi delle regole ma in questo contesto non c’è una validazione scientifica che impedisca ai giocatori di allenarsi in un contesto da me sopra descritto. O meglio, adesso sono impedite le sedute, ma nel precedente decreto no. Se viene adottato un protocollo che rispetta alcune misure di sicurezza, le salute non viene compromessa. L’allenamento è un atto lavorativo. Perché se lavorano nelle fabbriche, un calciatore non può svolgere il proprio compito in condizione di totale sicurezza? Comunque mi auguro che adesso la situazione migliori e mi aspetto che si torni presto in campo, sempre nel massimo rispetto dei protocolli. Il centro sportivo della Lazio, che è uno dei più grandi d’Italia, ha il personale idoneo per poter proseguire la propria attività”.

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