La Lazio è una delle società che sta spingendo per la ripresa del campionato di Serie A. E’ passato praticamente un mese dalla sospensione legata all’emergenza relativa al Coronavirus. C’è ancora incertezza sulla ripresa, ma gli ultimi numeri fanno ben sperare e per questo cominciano a circolare le prime date. Gli allenamenti potrebbero riprendere il 4 maggio. In quel caso, si stanno prendendo in considerazione tre date per la ripresa del campionato (24, 31 maggio o 7 giugno). La fine della Serie A, così, potrebbe avvenire per inizio/metà luglio.

Il patron della Lazio spinge per la ripresa

Lazio, le parole di Acerbi

Milik-Acerbi, Lazio-Napoli

La Lazio è favorevole a tornare in campo e a terminare questo campionato. I biancocelesti sono in piena lotta per il titolo, essendo secondi in classifica, ad una sola lunghezza dalla Juventus capolista. Il capitano, Francesco Acerbi, ha sottolineato come sarebbe bello riuscire a vincere il tricolore con la maglia laziale. Ai microfoni di Repubblica, il classe 1988 ha sottolineato, però, come la precedenza vada alla salute:

“Il calcio è la mia vita e non vedo l’ora di tornare a giocare, come del resto i miei compagni e i tifosi. Vincere il campionato con la Lazio sarebbe fantastico, ma conta di più la salute, io ne so qualcosa, credetemi. La priorità è uscire da questo periodo terribile”.

Incertezza: “La cosa peggiore per me è questa situazione ibrida. L’incertezza procura malessere. Non sai quando passerà, quando si tornerà in campo. Come spinta per la gente, come segnale di fiducia, sarebbe importante riprendere il campionato: si può giocare anche ad agosto, a porte chiuse”.

Niente paura

Il difensore della Lazio, Francesco Acerbi, ha dovuto fare i conti con dei gravi problemi di salute, che ormai sono solo un lontano ricordo. Anche per questo il centrale biancoceleste ha sottolineato di non aver paura dell’emergenza relativa al Coronavirus:

“Personalmente non credo che ne uscirò diverso. Sarò incosciente ma il virus non mi fa paura. All’inizio ci saranno timori, però poi torneremo a comportarci come prima. E sarà un sollievo indescrivibile”.

Quello che più gli manca è il profumo dell’erba, il suono del pallone e le urla del mister, tutte cose che sarà bellissimo ritrovare, anche perché significherà essere fuori dall’incubo. Ora però non è il momento bruciare le tappe: “Non dobbiamo avere fretta. Bisogna rispettare le regole imposte dal governo. Meglio stare a casa una settimana in più che sbrigarsi a far ripartire tutto e poi ritrovarci nel tunnel per altri mesi”.

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